
“Ogni villa è un documento: vi si leggono le mode, i fasti, le ansie d’un tempo”
Jacob Burckhardt, storico dell’arte e accademico svizzero (1818-1897)
A Concesa, frazione di Trezzo sull’Adda (MI), Villa Gina sorge su uno sperone roccioso affacciato sul fiume Adda, sull’imbocco del Naviglio della Martesana e sul canale industriale Crespi.
Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando una residenza venne edificata sul luogo di una precedente costruzione fortificata medievale.
Tra Settecento e Ottocento la proprietà passò attraverso diverse famiglie: nel 1799 una parte dei beni giunse al medico Pietro Moscati, mentre nel 1824 entrò nella disponibilità della famiglia Bassi.
Fu Paolo Bassi, podestà di Milano, a dare alla villa l’aspetto attuale nel 1855, con una ricostruzione di gusto neorinascimentale. L’edificio assunse così le forme che caratterizzano ancora oggi la sua posizione dominante sulla valle.
Il 6 gennaio 1920 la famiglia Bassi vendette la villa a Emilio Crespi, figlio dell’industriale Silvio Benigno Crespi, legato al vicino villaggio operaio di Crespi d’Adda. Nell’atto di vendita la dimora era chiamata “Nina”. Secondo una tradizione storica locale, il successivo nome “Villa Gina” sarebbe invece legato a Gino Canto e alla moglie; l’origine della denominazione non è però definitivamente accertata.
Nel 1939 l’edificio fu destinato all’Opera Nazionale Balilla di Bergamo, che vi organizzò un istituto di educazione professionale per orfani di guerra. Durante la Seconda guerra mondiale fu occupata da militari. Nel 1950 passò al Centro Italiano Femminile di Bergamo e, con il nome di “Casa del Sole”, divenne un centro di assistenza per giovani in difficoltà.
In età contemporanea la proprietà passò alla Regione Lombardia e quindi al Comune di Trezzo sull’Adda. Dal 1993 Villa Gina ospita la sede del Parco Adda Nord; nel 2020, al piano terra, è stato aperto il MuVA, Museo della Valle dell’Adda, dedicato alla storia, alla cultura e all’ambiente fluviale. Il parco della villa è aperto al pubblico.
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