
“Le strade sono una testimonianza di coloro che ci hanno preceduto”
Rebecca Solnit, scrittrice, storica e saggista statunitense (1961)
Per lungo tempo Sussia fu raggiungibile attraverso mulattiere e sentieri. Con lo spopolamento del secondo dopoguerra, l’isolamento rese sempre più difficile mantenere abitazioni, prati e boschi.
Da questa esigenza nacque l’Associazione Amici di Sussia, costituita nel 2000, che promosse con il Comune di San Pellegrino Terme la realizzazione della strada agro-silvo-pastorale Vetta-Sussia.
Quel collegamento ha però assunto un significato che va oltre la sua funzione materiale. Sussia non è infatti un borgo raccolto attorno a un unico centro, ma un insieme di case e piccoli nuclei distribuiti sul versante: oggi vi risiedono ufficialmente due persone, affiancate da una decina circa di frequentatori abituali.
Questo percorso unisce così luoghi e persone diverse attorno a un’esigenza comune, ma costituisce anche un ponte tra passato e presente: ieri collegamento indispensabile per contrastare l’abbandono, oggi mantiene aperto il rapporto della contrada con il fondovalle e con chi continua a raggiungerla, frequentarla e prendersene cura.
La gestione della strada è affidata all’Associazione Amici di Sussia, che ne regolamenta gli accessi; il transito veicolare è soggetto ad autorizzazione.
Tra le presenze della Sussia contemporanea, il B&B Ca’ Fontà rappresenta una realtà ricettiva stabile e strutturata, nata dal recupero di un antico cascinale a circa 1150 metri di quota; si può raggiungere a piedi o in mountain bike, con mezzo idoneo e preparazione adeguata, oppure concordando il servizio navetta con il gestore. Ca’ Fontà è inoltre punto di partenza per diversi itinerari escursionistici.
Sussia rimane una realtà fragile, ma non immobile. Come in passato, la sua esistenza continua a dipendere dai collegamenti con la valle e da chi la abita, la frequenta e se ne prende cura.
Capitolo 11, libro “Sussia e la sua splendida cornice”
escursioninellastoria.com/sussia
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