
“Dietro ogni torre c’è una sentinella, dietro ogni porta una storia”
Victor Hugo, scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese
(1802-1885)
Nel quartiere di Longuelo, a Bergamo, si conserva la Stongarda di Longuelo, antica porta torre fortificata che, pur passando spesso inosservata, rappresenta una preziosa testimonianza della storia medievale della città.
Conosciuta anche come portone di San Matteo, costituiva uno degli accessi strategici al centro urbano. La sua posizione permetteva di controllare il passaggio lungo l’antica strada proveniente da Ponte San Pietro e diretta verso la città attraverso i Colli di Bergamo.
La struttura attuale venne realizzata in muratura nel 1256, durante il mandato del podestà Filippo D’Asti, sostituendo una precedente porta in legno già documentata nel 1249.
Tra le numerose porte che nel basso Medioevo difendevano gli ingressi di Bergamo, questa è l’unica giunta fino ai nostri giorni.
L’edificio è costituito da una solida struttura rettangolare in pietra nella quale si aprono due archi differenti: uno a tutto sesto rivolto verso monte e uno a sesto acuto rivolto verso valle. In origine la porta era completata da una torre e da una copertura, entrambe oggi scomparse. Questi elementi consentivano ai soldati di sorvegliare il transito e di difendere l’accesso alla città in caso di necessità.
Anche il nome “Stongarda” richiama il passato medievale del luogo. Secondo l’interpretazione più accreditata, deriverebbe dai termini germanici stein (pietra) e gard (difesa o fortificazione), assumendo quindi il significato di “fortezza di pietra”.
Oggi la Stongarda di Longuelo costituisce una rara testimonianza superstite delle antiche opere difensive di Bergamo e ricorda il sistema di porte che, nel Medioevo, proteggeva gli accessi alla città e ne controllava le principali vie di comunicazione.
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