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Ponticello Medioevale sul Rio Bojone

Nella Val Bojone, presso San Pellegrino Terme (BG), una sorgente rappresentò per secoli una risorsa fondamentale per la vita della comunità. Le sue acque alimentarono mulini, sostennero le attività quotidiane della valle e, in epoche successive, furono utilizzate anche per la produzione di energia elettrica. Attorno a questa sorgente si sviluppò nel tempo una tradizione devozionale legata a un episodio ritenuto straordinario.

Nel 1625 la mugnaia Maria Sonzogna gestiva un mulino mosso dalle acque del Rio Bojone. Secondo quanto riportato nel testo “De Panellini di San Nicola da Tolentino – Capitolo V – Della Provvidenza dell’acqua e de’ Pesci”, un improvviso danneggiamento della sorgente interruppe il flusso dell’acqua, causando il blocco del mulino e creando forte preoccupazione per gli abitanti della valle, che dipendevano direttamente da quella risorsa.

Maria Sonzogna decise allora di affidarsi alla devozione verso San Nicola da Tolentino. Raggiunse la sorgente portando con sé alcuni panetti benedetti legati al culto del santo e recitò cinque Pater e Ave in suo onore.

Gettò quindi i panetti nella bocca della sorgente ormai asciutta. Poco dopo, secondo quanto riportato nel documento, l’acqua riprese improvvisamente a scorrere e uno dei panetti fu trasportato fino al mulino.

L’episodio venne interpretato come un fatto miracoloso e fu ricordato a lungo nella tradizione locale, pur non risultando oggetto di un riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. I panetti benedetti conservarono comunque un forte valore simbolico nella devozione a San Nicola da Tolentino.

La tradizione religiosa racconta infatti che il santo guarì da una grave malattia grazie a un pane benedetto ricevuto per intercessione della Vergine Maria. Da allora iniziò a distribuirlo ai malati come segno di fede e conforto spirituale.

Nel corso del Novecento l’acqua del Rio Bojone continuò a mantenere un ruolo importante per il territorio. Negli anni Settanta la sorgente passò alla gestione del Comune di San Pellegrino Terme e venne destinata all’acquedotto cittadino, conservando così la propria funzione essenziale per la comunità locale.

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