
“La forza non sta nelle pietre, ma nella volontà di difendere ciò che conta”
Winston Churchill, politico, storico, giornalista, scrittore (1874-1965)
Dopo aver superato Porta Sant’Alessandro, lungo le Mura Venete di Bergamo, si apre un tratto appartato compreso tra Via Sotto la Porta di Sant’Alessandro e Via Cavagnis.
In questo settore della cinta, costruita nel XVI secolo, in piena età rinascimentale, durante la dominazione della Repubblica di Venezia, si susseguono alcuni dei principali baluardi difensivi, parte integrante del sistema militare progettato per proteggere la Città Alta.
Il primo è il Baluardo di San Gottardo, seguito dal Baluardo di San Vigilio, dove si conserva ancora l’unica garitta originale giunta integra fino a oggi, una piccola torretta di osservazione che testimonia in modo diretto l’organizzazione difensiva dell’epoca.
Proseguendo si incontra il Baluardo Pallavicino, tra i più imponenti dell’intero sistema, intitolato al generale veneziano Sforza Pallavicino, figura coinvolta nella realizzazione della fortificazione.
La sua posizione, tra le più elevate e esposte, rese necessaria una struttura particolarmente solida, con murature che si impostano direttamente sulla roccia, sfruttandone la conformazione per rafforzare la difesa e ridurre la vulnerabilità agli attacchi.
Il baluardo si raccorda al vicino Baluardo di Castagneta, formando un sistema continuo di protezione che racchiude un accesso secondario: la Porta del Soccorso. Si trattava della quinta porta delle mura, riservata a movimenti militari in caso di necessità. La presenza di camminamenti, postazioni per l’artiglieria e spazi di servizio può essere considerata una plausibile ricostruzione della sua funzione operativa all’interno del complesso difensivo.
L’area era nota come Forte San Marco, o Piazza San Marco, e costituiva un nodo strategico per il controllo della cinta muraria, da cui venivano coordinate le operazioni di difesa della città.
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