
“Un giardino è un grande maestro. Insegna la pazienza e l’attenta osservazione”
Gertrude Jekyll, orticoltrice, progettista di giardini e scrittrice britannica (1843-1932)
L’Orto Botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo si trova in via Scaletta di Colle Aperto, all’interno delle mura venete di Città Alta. Inaugurato nel 1972 come istituzione comunale, nacque grazie all’impegno dell’ingegnere Luciano Malanchini, appassionato di scienze naturali, e dell’agrotecnico Guido Isnenghi, conoscitore della flora locale.
Entrambi contribuirono anche alla promozione dell’Associazione Internazionale Giardini Botanici Alpini, che ebbe sede presso l’Orto per diversi anni. Il progetto originario prevedeva la ricostruzione di ambienti naturali del territorio, con finalità scientifiche, didattiche ed estetiche e con la presenza anche di specie esotiche.
Particolare attenzione era riservata alle piante alpine, tanto che per diversi anni l’Orto fu considerato un giardino botanico alpino.
Il nome ricorda Lorenzo Rota (1818-1855), medico e botanico che per primo descrisse sistematicamente la flora della provincia di Bergamo. Nel 1853 pubblicò il “Prospetto della flora della provincia di Bergamo”, opera fondamentale per la conoscenza botanica del territorio.
Durante gli anni Ottanta l’Orto attraversò un periodo di difficoltà e rimase chiuso dal 1983 al 1987. Dopo la riapertura, nel 1989 iniziò la collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi”, che contribuì al recupero del rigore scientifico ed espositivo dell’istituzione. Nel 2004 la Regione Lombardia riconobbe ufficialmente l’Orto Botanico come Museo.
Nel corso dell’età contemporanea l’istituzione ha registrato anche una crescente presenza di pubblico: dai 2.439 visitatori del 1991 si passò a oltre 20.000 nel 2014. Alla sua attività si affiancò quella della vicina Sala Viscontea, dove tra il 2005 e il 2014 gli eventi culturali registrarono complessivamente circa 143.000 presenze.
Oggi l’Orto Botanico “Lorenzo Rota” conserva e presenta le proprie collezioni vegetali proseguendo l’attività scientifica, educativa e culturale avviata nel 1972.
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