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Uschiolo dei Vasi (BG)

L’acquedotto dei “Vasi”, situato sulle pendici della Città Alta di Bergamo, rappresenta una delle principali opere idrauliche medievali della città.

Il nome deriva dal termine “vasi”, usato per indicare recipienti destinati a contenere, trasportare liquidi, richiamo diretto alla funzione della struttura. Alcuni piccoli accessi di ispezione, chiamati “Uschioli”, costituiscono ancora oggi una delle testimonianze più riconoscibili del sistema: il primo si trova al termine della gradinata iniziale del sentiero dei Vasi mentre un secondo è visibile presso lo spiazzo con la Madonnina.

L’acquedotto medievale sembra riprendere il tracciato di una precedente opera romana. La condotta seguiva l’antica “Via dei Vasi”, documentata già nel 1013 e oggi in parte coincidente con il sentiero 912 lungo via Ramera.

Durante la dominazione viscontea, il sistema alimentava la grande cisterna del Fontanone, collocata sotto l’ex Ateneo di Scienze, Lettere e Arti in piazza Mercato del Pesce.

L’acquedotto aveva origine presso la Sorgente della Noce, posta a 435 metri di altitudine, e raggiungeva porta Sant’Alessandro a quota 365 metri, con un dislivello complessivo di circa 70 metri. I canali erano formati da blocchi di pietra inseriti in cunicoli alti circa 90 centimetri e larghi 70.

La manutenzione era affidata ai “Fontanari”, gli operai incaricati della cura degli acquedotti e delle fontane cittadine fino alla fine dell’Ottocento.

La condotta principale, chiamata “Vaso Maestro”, raccoglieva l’acqua proveniente dalle sorgenti attraverso tubazioni secondarie. Tre cisterne distribuite lungo il percorso servivano a regolare il flusso, favorire la sedimentazione delle impurità e mantenere una riserva idrica per la città.

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