
“La storia è fatta di testimonianze: senza testimoni non ci sarebbe storia, ma solo oblio”
Jacques Le Goff, storico, medievista e accademico francese (1924-2014)
Via Pretura, nel centro storico di San Giovanni Bianco (BG), conserva ancora oggi importanti testimonianze del passato della Valle Brembana e della tarda età rinascimentale legata alla dominazione veneziana.
La strada coincide infatti con un tratto dell’antica Strada Priula, il collegamento realizzato dalla Repubblica di Venezia alla fine del XVI secolo per unire Bergamo ai Grigioni attraverso la valle, evitando il passaggio nei territori controllati dalla Spagna.
La nuova arteria fu voluta dal podestà Alvise Priuli e inaugurata nel 1593, in un momento di forte attenzione politica e commerciale verso i collegamenti alpini. La Serenissima intendeva garantire un percorso più sicuro e diretto per il traffico di uomini e merci diretti verso il Nord Europa, rafforzando al tempo stesso il controllo veneziano sulle aree montane bergamasche.
San Giovanni Bianco occupava una posizione strategica lungo questo itinerario e divenne uno dei principali punti di attraversamento della media valle.
L’attuale Via Pretura conserva ancora l’impianto storico di quel percorso. Le eleganti palazzine dei secoli XVII e XVIII testimoniano l’importanza raggiunta dalla contrada nei secoli successivi all’apertura della Priula.
Lungo la via sono ancora visibili gli antichi archi dei porticati che si affacciavano sulla strada. In origine questi spazi offrivano riparo lungo il percorso viario e si collegavano direttamente alle attività presenti nel borgo. Oggi le volte risultano chiuse da portoni di antica fattura che contribuiscono a mantenere il carattere storico della contrada.
Il nome “Pretura” richiama inoltre le funzioni amministrative e giudiziarie svolte in questa parte del paese. San Giovanni Bianco fu infatti sede di vicaria durante il periodo veneziano, assumendo un ruolo rilevante nell’organizzazione del territorio vallare e nei rapporti con le comunità della montagna bergamasca.
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