
“Chi più in alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna”
Walter Bonatti, alpinista, esploratore (1930-2011)
La Vetta, frazione di San Pellegrino Terme, sorge a 653 metri di altitudine su un altopiano posto lungo la sponda orografica destra del Brembo, di fronte al Grand Hotel. Adagiata alle pendici del Monte Pizzo del Sole, la località è legata allo sviluppo turistico che interessò San Pellegrino durante l’età contemporanea, in particolare nel periodo della Belle Époque e nei primi decenni del Novecento.
All’inizio del XX secolo la Vetta divenne una delle aree di villeggiatura collegate alla crescita del turismo termale d’élite della valle. In questo periodo furono costruite numerose ville in stile Liberty, testimonianza dell’espansione edilizia che accompagnò il successo internazionale della stazione climatica e termale di San Pellegrino. Ancora oggi questi edifici rappresentano uno degli elementi storici più caratteristici della località.
Per facilitare il collegamento con il centro del paese, nel 1909 entrò in funzione la funicolare progettata dall’ingegner Alessandro Villoresi, già autore della Como-Brunate. Realizzato dalla ditta Ceretti e Tanfani, l’impianto superava un dislivello di circa trecento metri, consentendo un accesso rapido alla Vetta direttamente dal fondovalle.
Nel 1931 la località acquisì ulteriore notorietà con la scoperta delle Grotte del Sogno da parte dello speleologo Ermenegildo Zanchi. Durante la Seconda guerra mondiale la zona ospitò anche sfollati provenienti da Milano, in fuga dai bombardamenti che colpirono il capoluogo lombardo.
Negli anni Sessanta venne inaugurata la cosiddetta Pista del Sole, una pista da sci su materiale plastico nata come proposta turistica innovativa, ma destinata a chiudere dopo pochi anni. Anche la funicolare, progressivamente meno utilizzata, cessò il servizio nel 1989.
Dopo un lungo periodo di inattività, la Vetta ha conosciuto una fase di recupero iniziata nel 2011 con la riapertura delle Grotte del Sogno. Nel 2022 è stata inoltre riattivata la storica funicolare ed è stato realizzato un parco speleologico collegato all’area delle grotte.
Oggi la località conserva il legame con la propria storia turistica e con il patrimonio architettonico sviluppatosi durante il Novecento.
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