
“Chi ama le montagne sa leggere il tempo scritto nella loro roccia”
Walter Bonatti, alpinista, esploratore e reporter (1930-2011)
Alla sommità del Baluardo di San Lorenzo, tra i punti più elevati delle Mura Venete di Bergamo, si trova la “Montagnetta”, una piccola altura ancora riconoscibile lungo il tracciato delle fortificazioni.
Questo rilievo conserva la memoria di una storia antica, legata alla formazione geologica del territorio e alle trasformazioni operate dall’uomo.
La sua origine è dovuta a un affioramento roccioso noto come “Roccia di Sirone”, appartenente al “Flysch di Bergamo”. Questi strati si formarono circa 80 milioni di anni fa, quando l’area bergamasca era sommersa da un mare tropicale poco profondo. Il successivo sollevamento delle terre portò le rocce ad affiorare, creando una base stabile utilizzata per le opere difensive della città.
Durante la costruzione delle Mura Venete, voluta dalla Repubblica di Venezia tra il 1561 e il 1588, la “Montagnetta” venne incorporata nel sistema difensivo cittadino.
La posizione rialzata offriva un vantaggio naturale come punto di osservazione e protezione. Il Baluardo di San Lorenzo è tra i più imponenti della cinta muraria.
Nel corso dell’Ottocento l’aspetto della collina cambiò profondamente. A metà secolo l’Amministrazione Comunale autorizzò l’estrazione di grandi quantità di roccia per rispondere alla richiesta di materiale edilizio. L’impiego di esplosivi accelerò i lavori e provocò un forte ridimensionamento della collina.
Entro la fine del XIX secolo anche l’area circostante venne modificata: gli avvallamenti presenti nella zona furono colmati e il terreno livellato, favorendo percorsi più agevoli lungo le mura.
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