
“I ponti dimostrano che siamo capaci di superare gli ostacoli”
Paulo Coelho, scrittore, poeta e blogger brasiliano (1947)
Il Ponte della Via Priula, presso San Giovanni Bianco (BG), rappresenta una delle testimonianze più significative della grande opera viaria promossa dalla Repubblica di Venezia alla fine del XVI secolo.
La sua storia è strettamente legata alla realizzazione della Via Priula, la strada voluta dal podestà Alvise Priuli per collegare Bergamo alla Valtellina attraverso le valli orobiche, evitando il passaggio nei territori del Ducato di Milano sottoposti all’influenza spagnola.
Inserito in un percorso di grande importanza commerciale, politica e militare, il ponte consentiva di superare il torrente Enna in un punto strategico della valle. La struttura, realizzata in pietra e caratterizzata da una sola arcata, costituisce un esempio della capacità costruttiva raggiunta dalle maestranze dell’epoca. La sua unica arcata consentiva di superare il corso dell’Enna riducendo la presenza di appoggi nell’alveo, una soluzione che favoriva la continuità del collegamento lungo la strada veneziana.
La Via Priula contribuì a rafforzare i rapporti tra Bergamo e le regioni alpine, facilitando il transito di merci e viaggiatori. Lungo questo itinerario si svilupparono attività economiche e punti di sosta che beneficiarono del nuovo asse di comunicazione, destinato a diventare uno dei principali collegamenti tra i territori della Serenissima e le aree poste oltre le Orobie.
Accanto al ponte sorge Palazzo Boselli, edificio storico che occupa una posizione di rilievo lungo l’antico percorso. La sua presenza, insieme al ponte, testimonia l’importanza assunta da San Giovanni Bianco nel sistema delle comunicazioni vallari.
L’area si collocava infatti nel contesto dell’incontro tra la più antica Via Mercatorum e la nuova Via Priula, due percorsi che per secoli ebbero un ruolo fondamentale nei collegamenti tra la pianura lombarda e le vallate alpine.
Ancora oggi il ponte conserva il valore di una significativa testimonianza della presenza veneziana nelle terre bergamasche e delle opere realizzate per migliorare i collegamenti attraverso le Orobie.
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