
“Chi è abile nella difesa si nasconde nei più profondi recessi della terra”
Sun Tzu, generale e stratega e filosofo militare cinese (ca. 544–496 a.C.)
Un dettaglio della Carta Napoleonica del 1811 ha dato avvio a questa ricerca. Sullo sperone roccioso che domina Piazzacava compare infatti il toponimo Corno della Rocca, memoria di un luogo che ancora oggi conserva tracce del suo passato medievale.
Da questo indizio prende avvio una ricerca che, attraverso fonti storiche, cartografia e memoria locale, propone una plausibile ricostruzione del passato di Piazzacava. La memoria di una fortificazione in questo luogo è conservata dalla tradizione locale.
Nel 1872 Mosè Torricella la riprese in forma romanzata; più recentemente Luca Zonca, nell’articolo Un castello dimenticato (Quaderni Brembani, n. 15, 2017), ha richiamato l’attenzione sulle cavità naturali dello sperone. Insieme alla cartografia storica e alla morfologia del luogo, questi elementi delineano un’ipotesi storicamente plausibile.
Non esistono rappresentazioni storiche della fortificazione di Piazzacava. Il disegno del trailer è una ricostruzione tipologica basata su esempi coevi dell’XI-XIII secolo e ne propone una plausibile configurazione.
L’ipotesi più interessante riguarda però il suo possibile ruolo all’interno di un sistema difensivo organizzato su più livelli. Il Castello della Regina (Pavona) controllava il territorio dall’alto; Sussia costituiva il nodo di collegamento tra i diversi presìdi; Piazzacava rappresentava il punto avanzato di osservazione delle vie secondarie del versante.
In questa prospettiva si inserisce anche la ricostruzione di una dorsale storica che collegava Lemine, Via Taverna, Sussia, Vettarola, Alino e San Pellegrino Terme. Non una certezza documentaria, ma una deduzione fondata sulla distribuzione degli abitati, sulla morfologia del territorio e sulla logica dei sistemi difensivi medievali.
Oggi della fortificazione non restano strutture visibili. Rimangono il toponimo Corno della Rocca, la morfologia dello sperone e gli indizi che consentono ancora di leggere nel paesaggio le tracce di un possibile sistema difensivo medievale.
Capitolo 10, libro “Sussia e la sua splendida cornice”
escursioninellastoria.com/sussia
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