
“Le fortezze sono utilissime ai principi, quando servono alla difesa; inutili quando nascono dalla paura del popolo”
Niccolò Machiavelli, diplomatico, storico e scrittore (1469–1527)
Il Bastione di San Lorenzo, conosciuto anche come “della Montagnetta”, è uno dei bastioni delle mura venete di Bergamo situato in prossimità del quartiere di Valverde.
Questo rilievo conserva la memoria di una storia antica, legata alla formazione geologica del territorio e alle trasformazioni operate dall’uomo.
La costruzione delle mura venete venne avviata dalla Repubblica di Venezia nel 1561 e proseguì fino al 1568. Durante i lavori del Bastione di San Lorenzo, i costruttori si trovarono davanti a una formazione di conglomerato di Sirone, una roccia molto dura e compatta che risultò difficile da demolire con i mezzi disponibili nel XVI secolo.
L’abbattimento della cosiddetta “Montagnetta” avrebbe comportato costi elevati e difficoltà operative. Per questo motivo si decise di non procedere alla demolizione completa della roccia. La sua presenza poteva inoltre offrire un supporto naturale alla funzione difensiva delle mura.
I costruttori veneziani optarono quindi per adattare il bastione alla conformazione del terreno, lavorando direttamente sulla pietra viva e integrandola nella muratura. Oggi il conglomerato è visibile tra i grandi blocchi lapidei del bastione, nel tratto rivolto verso Porta San Lorenzo.
Prima della costruzione delle mura, sull’altura si trovava la chiesa di San Lorenzo insieme a diverse abitazioni del borgo circostante. Con l’avvio delle opere difensive la chiesa e 59 case vennero demolite. La Repubblica di Venezia impose infatti la creazione di uno spazio libero attorno alle nuove fortificazioni per evitare la presenza di edifici che potessero offrire riparo o punti d’appoggio durante eventuali assedi.
Il Bastione di San Lorenzo conserva oggi le tracce di queste trasformazioni, mostrando l’integrazione tra la struttura difensiva veneziana e la conformazione naturale del colle.
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