
“Le chiese antiche hanno l’anima di chi le ha costruite e pregate.”
Luigi Pirandello, drammaturgo, scrittore e poeta italiano (1867 – 1936)
La Chiesa di Sant’Erasmo sorge in Borgo Canale, nella Città Alta di Bergamo, ed è una chiesa sussidiaria della parrocchia di Santa Grata Inter Vites.
Di origine medievale, è documentata fin dal Trecento e, nonostante le trasformazioni subite nei secoli, conserva la caratteristica facciata in pietra.
Nell’Ottocento l’edificio fu interessato da un importante intervento che ne modificò l’orientamento, ruotandolo di novanta gradi. In origine la facciata era rivolta a ovest, con un piccolo sagrato, mentre l’abside si trovava a est. L’ingresso principale si apre oggi su via Borgo Canale con un portale rettangolare affiancato da due finestrelle. Dell’antico impianto resta il portico con tre arcate in pietra.
Sulla facciata è collocata una pala realizzata nel 1995 da Trento Longaretti, raffigurante Sant’Erasmo ai piedi della Vergine con il Bambino. Sopra si eleva un piccolo campanile a pianta quadrata con cella campanaria ad arcate.
Lungo il vicolo Sant’Erasmo sono visibili l’antico portale, un accesso ai locali sotterranei e, sul lato meridionale, un rosone parzialmente murato. L’interno presenta una navata rettangolare con presbiterio coperto da volta a botte. L’altare neoclassico del Settecento è sormontato da una copia della pala di Gerolamo Colleoni con la Vergine, il Bambino e i santi Erasmo, Maddalena e Giovanni Battista. L’originale, commissionato dalla Scuola dei Disciplini di Sant’Erasmo, fu acquistato dall’Accademia Carrara nel 1858.
Le pareti sono decorate a finto marmo con dipinti di Gaetano Peverada, mentre la volta è ornata da un affresco con una cupola in prospettiva. Nei locali sotterranei erano conservati affreschi trecenteschi, tra cui la Madonna del Latte con San Bartolomeo e una Crocifissione, attribuiti al Maestro dell’Albero della Vita e oggi custoditi nella chiesa di Santa Grata Inter Vites.
La tradizione ricorda Sant’Erasmo come protettore contro le malattie intestinali. Durante la sua festa i fedeli acquistavano i “panini di Sant’Erasmo”, benedetti e conservati per essere consumati in caso di malattia.
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