
“Là dove sorge una chiesa, la storia ha già parlato”
Gianfranco Ravasi, cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano (1942)
Lungo la strada tra Longuelo e Borgo Canale, nel comune di Bergamo, nell’incavo tra la valle di Astino e la Conca d’Oro, sorge la piccola chiesa di San Martino della Pigrizia.
Il curioso appellativo è legato alla scarsa esposizione al sole della zona, dove un tempo i raccolti maturavano più lentamente. Alcune ricostruzioni ricordano l’antica denominazione “Ad Pigriziam”, dalla quale sarebbe derivato il nome attuale.
Le origini del luogo di culto risalgono all’epoca medievale. Una pergamena dell’879 cita infatti un terreno a vigna confinante con San Martino, attestando già nel IX secolo questo riferimento religioso.
Nel 1507 il priore del vicino convento di San Gottardo, dipendente dal monastero vallombrosano di Astino, concesse il terreno per la costruzione della chiesa e autorizzò l’uso di una grossa pietra che poteva appartenere alla cappella precedente.
Nel 1575 la visita apostolica di San Carlo Borromeo documentò la “ecclesia S.ti Martini Pigritiae del Saxo”, nella contrada del Corno, descritta come piccola e aperta sul fronte. In seguito alle disposizioni del Borromeo, nel 1577 la chiesa fu ampliata e chiusa. Nel 1611 venne consacrata.
Un altro importante intervento risale al 1928, quando l’edificio fu ampliato con una nuova campata e la facciata, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Locatelli. La chiesa presenta una navata unica rettangolare, articolata in tre campate da due archi in muratura che sostengono il tetto a vista.
Il presbiterio è coperto da una volta a botte. Il portale bronzeo raffigura San Martino e la Madonna della Purità; un secondo ingresso laterale, raggiunto da una breve scalinata, conserva una porta bronzea dedicata alla storia della chiesa e della comunità. Tra le opere sacre figura una Madonna con Bambino con i santi Martino, Giovanni Battista, Carlo Borromeo e Antonio da Padova.
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