
“Una chiesa non è un luogo: è il cuore di chi la frequenta”
David Maria Turoldo, presbitero, teologo, filosofo, scrittore e poeta italiano (1916-1992)
Nel centro di Endine Gaiano sorge la chiesa parrocchiale di San Giorgio, documentata già nel 1260. L’edificio attuale fu completamente riedificato nel 1785 su progetto dell’architetto Giacomo Caniana e successivamente ampliato nel 1883.
Le decorazioni interne furono completate tra il 1889 e il 1899, nell’ambito degli interventi che definirono l’aspetto dell’interno tra la fine del XIX secolo.
La facciata, rivolta a ovest e preceduta dal sagrato, è scandita da quattro lesene in tre settori. Al centro si apre il portale in arenaria, sormontato da un timpano spezzato e da una finestra semicircolare che illumina l’interno. Ai lati si trovano le statue di San Rocco e San Remigio; superiormente, la trabeazione sostiene il timpano triangolare.
L’interno, a navata unica, è articolato in sei campate. Presso l’ingresso si trovano il fonte battesimale e la statua di San Giorgio. Seguono la cappella di San Giuseppe, con altare ligneo intagliato e dorato, e, sotto la cupola ellittica, quelle del Sacro Cuore, con altare in marmo nero, e di San Remigio. Più avanti si incontrano le cappelle dell’Immacolata, della Madonna del Rosario e della Madonna Addolorata. Due pulpiti in legno scolpito completano gli arredi della navata.
Il presbiterio, sopraelevato di tre gradini, ha pianta rettangolare e volta a botte; il coro semicircolare conclude l’edificio. Le porte laterali conducono al campanile e alla sagrestia, mentre le cantorie sono collocate a metà altezza.
Il campanile, costruito in pietra di Gaiano, deriva da una precedente torre medievale. Tra le opere conservate spicca l’altare maggiore in marmi policromi, opera della famiglia Fantoni e datato 1747. Le fonti descrittive segnalano inoltre la buona fattura delle decorazioni in stucco dorato che ornano le lesene.
La chiesa riunisce così testimonianze di età medievale, moderna e contemporanea, legate alle diverse fasi della sua storia.
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