
“Le chiese conservano la memoria viva di ciò che siamo stati”
Philippe Daverio, storico dell’arte, critico e divulgatore franco-italiano (1949-2020)
La chiesa dei Santi Gervaso e Protaso sorge a Trezzo sull’Adda, in provincia di Milano. La sua storia attraversa il Medioevo, l’età moderna e quella contemporanea: dal nucleo trecentesco agli interventi del Novecento, l’edificio ha assunto nel tempo l’aspetto attuale. La prima attestazione documentaria risale al 1414.
La parte più antica è la Cappella del Crocifisso, legata all’antica cappella di Santa Maria del Crino. Conserva affreschi del XIV secolo che richiamano la pittura di Giotto.
Nel Quattrocento fu edificata la navata centrale, inizialmente caratterizzata da forme romaniche e poi modificata con elementi gotici. Queste trasformazioni testimoniano le diverse fasi della costruzione, senza cancellarne completamente le tracce precedenti.
Alla fine del Cinquecento la zona absidale venne arricchita da un importante ciclo pittorico. Tra il 1591 e il 1592 Aurelio Luini realizzò la grande Pentecoste, mentre Giovanni Pietro Gnocchi intervenne nelle pitture della parte inferiore. Le opere documentano una nuova stagione decorativa della chiesa durante l’età moderna.
Tra gli arredi si distingue l’altare maggiore, ornato da intarsi in marmi policromi. Nel Novecento l’architetto Gaetano Moretti progettò la navata sinistra, con tre cappelle dedicate alla Regina Pacis, al Sacro Cuore e a San Giuseppe. Vi sono conservate una Madonna col Bambino, di probabile origine duecentesca, e due pale di Ludovico Pogliaghi.
A Moretti si deve anche il completamento della facciata in stile neogotico lombardo, riconoscibile dal rosone centrale e dagli archi a sesto acuto. Il campanile fu completato nel 1914. Il richiamo ai Promessi sposi di Alessandro Manzoni riguarda invece la torre precedente, non quella costruita nel Novecento.
La chiesa riunisce così testimonianze artistiche e architettoniche di epoche differenti, dalle pitture medievali alle trasformazioni contemporanee.
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