
“Antonio Baroni accoppiava alla rara sua valentia una nobiltà semplice di modi, per cui fu amico di quanti lo conobbero e lo poterono apprezzare.”
Carlo Restelli, alpinista e scrittore bergamasco (1853–1928)
Nato a Sussia, frazione del Comune di San Pellegrino Terme (BG), il 31 luglio 1833, Antonio Baroni fu la prima Guida Alpina del Club Alpino Italiano di Bergamo e uno dei protagonisti dell’alpinismo delle origini.
Prima ancora di diventare guida alpina fu boscaiolo, pastore e cacciatore. Ma furono il suo intuito, la straordinaria capacità di leggere la montagna e le eccezionali doti fisiche a renderlo una delle guide alpine più apprezzate del suo tempo. In un’epoca in cui corde, ramponi e attrezzature erano ancora rudimentali, la sicurezza dipendeva soprattutto dall’esperienza, dalla prudenza e dalla capacità di interpretare il terreno, anticipandone difficoltà e pericoli.
Per oltre venticinque anni accompagnò alpinisti italiani e stranieri sulle montagne delle Orobie e su gran parte dell’arco alpino centro-orientale, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’alpinismo bergamasco.
I suoi compagni di ascensione ne ricordavano la straordinaria forza fisica, la prudenza e la serenità con cui affrontava anche i passaggi più impegnativi, qualità che gli valsero la stima e la fiducia di quanti ebbero il privilegio di salire con lui.
Meno conosciuta è invece una pagina della sua vita lontana dalle montagne. Nel 1861 partecipò volontario alle campagne per l’Unità d’Italia, operando come guida dello Stato Maggiore e distinguendosi in diverse azioni militari, per le quali gli venne conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Negli ultimi anni contribuì anche a un’importante scoperta paleontologica con il ritrovamento di un raro fossile, oggi conservato presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi” di Bergamo.
Le montagne e l’esperienza militare lo portarono lontano dalla sua terra, ma Sussia rimase sempre la sua casa: qui nacque, qui visse e qui si spense il 22 aprile 1912. Antonio Baroni seppe trasformare l’antica sapienza della montagna in una nuova cultura dell’alpinismo, lasciando un’eredità che ancora oggi appartiene alla storia dell’alpinismo italiano e delle Orobie.
Capitolo 6, libro “Sussia e la sua splendida cornice”
escursioninellastoria.com/sussia
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