
“La storia è fatta di testimonianze: senza testimoni non ci sarebbe storia, ma solo oblio.”
Jacques Le Goff
Via Pretura, situata a San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo, conserva ancora oggi importanti testimonianze storiche. Questa strada, un tempo parte del percorso originario della Strada Priula, è incorniciata da eleganti palazzine risalenti ai secoli XVII e XVIII.
Camminando lungo la via, è possibile osservare gli antichi archi dei porticati che si affacciavano sulla strada.
In passato, questi spazi offrivano riparo e opportunità di commercio ai mercanti di passaggio. Oggi, le volte sono state chiuse e al loro posto si trovano antichi portoni di raffinata fattura, che aggiungono ulteriore fascino alla via.
La Strada Priula, voluta dal podestà di Bergamo Alvise Priuli nel 1593, attraversava San Giovanni Bianco per garantire un collegamento sicuro tra la Serenissima e i Grigioni, evitando i territori spagnoli.
Via Pretura, che oggi sembra una tranquilla via del centro, era un tratto fondamentale di questo asse viario strategico. Qui transitavano viaggiatori, soldati e funzionari diretti verso i valichi alpini.
Il nome “Pretura” richiama inoltre la presenza storica di funzioni giudiziarie nel borgo: proprio in questa zona sorgevano gli uffici del pretore, figura chiave dell’amministrazione di giustizia durante il periodo veneziano e oltre. San Giovanni Bianco, già sede di vicaria, rivestiva un ruolo di rilievo nella gestione del territorio montano, e la sua centralità amministrativa si riflette ancora nell’architettura e nei toponimi.
Ancora adesso, percorrere Via Pretura equivale a compiere un piccolo viaggio nel tempo, tra testimonianze materiali e memorie di una comunità profondamente legata alla sua storia.
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