
“Un museo non è mai solo un luogo che conserva: è un luogo che trasforma.”
Philippe Daverio, storico dell’arte, critico, gallerista (1949-2020)
In Bergamo Alta, accanto all’antica polveriera veneziana, si trova la Scaletta di Colle Aperto, conosciuta anche come Scaletta dell’Orto Botanico.
Il percorso conta 173 gradini e collega Colle Aperto, uno dei sette colli della città, con l’Orto Botanico “Lorenzo Rota”. L’orto è collocato su un bastione delle mura veneziane del XVII secolo e ospita oltre 900 specie vegetali.
La posizione dell’Orto Botanico permette di osservare la città e le Prealpi Bergamasche. Questa collocazione, unita alla presenza delle mura, inserisce l’area in un contesto storico che appartiene all’Età moderna, quando Bergamo faceva parte della Repubblica di Venezia.
L’origine del nome “Colle Aperto” non è documentata in modo univoco. Alcune interpretazioni lo collegano alla vista sulla vallata, altre agli interventi sulle Mura Venete realizzati tra il 1907 e il 1908, quando venne aperto un varco per migliorare la circolazione. Tuttavia, documenti del 1872 citano “corse sperimentali fino a Colle Aperto” effettuate con una locomotrice a vapore Thompson, dimostrando che il toponimo era già in uso prima di quei lavori.
La scaletta è suddivisa in due tratti: il primo comprende 119 gradini, il secondo 54, fino alla sommità del colle. Lungo il percorso sono presenti pannelli didattici dedicati alla storia e all’evoluzione delle piante. Durante la salita si intravedono i tetti di Bergamo Alta tra la vegetazione, mentre in autunno i corbezzoli offrono un elemento cromatico riconoscibile.
L’Orto Botanico è stato inaugurato nel 1972 ed è intitolato al medico e botanico Lorenzo Rota. È organizzato in collezioni tematiche che comprendono specie locali e piante provenienti da altre aree del mondo. Oltre alla funzione scientifica e didattica, rappresenta uno spazio verde integrato nel tessuto storico della città.
La Scaletta di Colle Aperto costituisce quindi un collegamento pedonale che unisce elementi naturali e testimonianze storiche, inserendosi nel racconto urbano di Bergamo Alta e della sua evoluzione nel tempo.
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