
“Le scale sono come la vita: faticose in salita, pericolose in discesa e spesso con gradini mancanti.”
Anonimo
Tra il quartiere di Longuelo e i piedi della Città Alta si sviluppa la Scaletta di via Moratelli, un collegamento pedonale che unisce la parte bassa di Bergamo con via Sudorno.
I suoi novantaquattro gradini segnano un passaggio netto tra l’assetto urbano contemporaneo e il profilo storico che introduce alle mura veneziane. Nel 2022 il Comune di Bergamo ne ha curato il restauro, con interventi mirati a migliorarne la sicurezza e l’accessibilità, restituendo continuità a un percorso utilizzato quotidianamente.
Raggiunta la sommità, si aprono due direzioni. Verso destra si incontra il Tempio Votivo dei Caduti, edificato negli anni Trenta del Novecento in memoria dei militari caduti nella Prima guerra mondiale, espressione dell’età contemporanea e della memoria pubblica del conflitto 1915-1918.
Poco oltre si giunge a Porta Sant’Alessandro, una delle quattro porte delle mura costruite dalla Repubblica di Venezia nel XVI secolo, durante l’età moderna, tra il 1561 e il 1588. L’accesso introduce al tessuto storico della Città Alta, formato in gran parte nel Medioevo.
Svoltando invece a sinistra, il tracciato scende verso la Valle d’Astino. Lungo il cammino si trova la fonte detta del Lavanderio, utilizzata in passato per il lavaggio dei panni.
Più avanti si erge il Monastero di Astino, fondato nel XII secolo dai monaci vallombrosani, dunque in pieno Medioevo. Dopo secoli di trasformazioni e un periodo di abbandono, il complesso è stato recuperato e oggi accoglie anche iniziative varie e culturali.
La scaletta rappresenta così un punto di connessione tra Medioevo, età moderna ed età contemporanea, in un arco che va dal XII secolo al XXI.
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