
“La storia insegna, ma non ha scolari.”
Antonio Gramsci
Bindo è una piccola frazione del comune di Santa Brigida, incastonata nella suggestiva Val Averara, una valle laterale dell’alta Val Brembana, in provincia di Bergamo. Sebbene le sue dimensioni siano ridotte, Bindo custodisce una storia antica e silenziosa, legata a doppio filo a quella del territorio circostante.
Le prime tracce di insediamento nella zona risalgono all’epoca medievale. Si ritiene che i primi abitanti siano giunti dalla vicina Valsassina, probabilmente in fuga dalle invasioni barbariche, in particolare quelle longobarde del VI secolo.
Cercando rifugio nelle zone montane, più sicure delle pianure, portarono con sé tradizioni, nomi e saperi. Non è un caso che nella zona di Santa Brigida ricorrano toponimi simili a quelli valsassinesi: Bindo, Carale, Gero, Muggiasca.
Secondo la tradizione, furono alcuni monaci benedettini provenienti dalla Valsassina a fondare, intorno all’anno Mille, una chiesa dedicata a Santa Brigida d’Irlanda, da cui il paese avrebbe preso il nome.
In passato, il territorio era legato ecclesiasticamente alla plebania di Primaluna, in Valsassina, a conferma di antichi legami spirituali e culturali.
La zona si distinse per la lavorazione del ferro: nelle vicine fucine di Cassiglio si fondeva il metallo, poi trasformato in chiodi da cavallo nelle chioderie locali, attive per secoli. Accanto a questa attività, era diffusa anche la produzione di carbone vegetale, affidata ai boscaioli che vivevano nei boschi della valle.
Oggi Bindo conserva l’atmosfera autentica dei borghi montani, con case in pietra, vicoli silenziosi e una natura rigogliosa. È un luogo ideale per chi cerca tranquillità, passeggiate tra boschi e sentieri, e un contatto profondo con la storia e il paesaggio delle montagne bergamasche.
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