
“Le guerre finiscono, ma il dolore dei caduti resta nei cuori di chi vive.”
Ernest Hemingway
In Città Alta, lungo via Sudorno, sorge il Tempio Votivo dei Caduti, un luogo che custodisce la memoria di molti bergamaschi scomparsi durante i conflitti del Novecento. L’edificio è stato costruito sui resti dell’antica chiesa di Santa Maria di Sudorno, demolita per fare spazio a un nuovo luogo di culto.
I lavori iniziarono nel marzo del 1915, poco prima che l’Italia entrasse nella Prima guerra mondiale. Di fronte alla drammaticità del momento storico, l’idea iniziale cambiò: il tempio venne dedicato ai caduti in guerra. La consacrazione ufficiale avvenne il 6 agosto 1916.
Il progetto porta la firma dell’ingegnere Camillo Galizzi. La facciata richiama lo stile romanico lombardo, con un grande rosone centrale e archetti decorativi che ricordano l’architettura medievale.
L’interno è sobrio ma carico di significato: vi si trovano 140 lapidi che ricordano i nomi dei cittadini di Bergamo morti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Spicca sull’altare una pala proveniente dalla chiesa preesistente, attribuita a Enea Salmeggia, detto “Il Talpino”, che raffigura Gesù con Maria e Sant’Anna.
Nel tempio è sepolto anche il generale Giovanni Battista Marieni, figura importante nella storia militare italiana. Nato a Bergamo nel 1858, Marieni si distinse nella guerra italo-turca e nella Prima guerra mondiale, dove guidò il Genio del III Corpo d’Armata del Servizio Aeronautico.
Per il suo coraggio ricevette la Croce di Commendatore dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo il conflitto fu sindaco di Bergamo tra il 1920 e il 1921 e presidente dell’Associazione Italiana di Aerotecnica.
Morì il 17 agosto 1933 nella sua casa sui colli bergamaschi. Come da sua volontà, venne sepolto nel Tempio Votivo, lasciando così un segno indelebile in un luogo che unisce fede, storia e memoria collettiva.
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