
“La fede consiste nel credere, quando credere è oltre il potere della ragione.”
Voltaire
La Chiesa di Santa Maria Nascente sorge nella frazione di Barlino, ad Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo. La sua storia affonda le radici nel XV secolo, quando esisteva già un piccolo oratorio. Tra il 1550 e il 1567, l’edificio venne ampliato e ristrutturato, integrando la parte più antica nel presbiterio.
Una lapide del 1726 testimonia ulteriori interventi tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, segno di una continua attenzione alla sua conservazione. Nel corso dei secoli, la chiesa ha avuto un ruolo importante per la comunità locale. Il 7 settembre 1779 fu visitata dal vescovo Giovanni Paolo Dolfin, all’epoca in qualità di chiesa sussidiaria della parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo.
Nel Novecento, venne sottoposta a restauri che riguardarono l’impianto elettrico, il riscaldamento e il campanile, garantendone la funzionalità e la sicurezza. La chiesa si affaccia su un piccolo sagrato in ciottoli. La facciata, semplice e lineare, ha una forma a capanna con un portale centrale e due finestre laterali in arenaria, realizzate nel XVIII secolo, sormontate da un oculo che illumina l’interno.
All’interno, l’unica navata è suddivisa in due campate da un arco gotico a sesto acuto. Il tetto è in legno a vista, conferendo all’ambiente un aspetto sobrio e raccolto. Nella prima campata si trovano cinque stazioni della Via Crucis sulla parete sinistra e, su quella destra, una nicchia con la statua di Maria Bambina.
La seconda campata ospita l’altare di San Liberale a sinistra e, sulla destra, un ingresso che conduce alla sagrestia e al campanile, situato a un livello inferiore. Il presbiterio, leggermente rialzato, ha una pianta ottagonale ed è coperto da una volta a crociera. Qui si conservano affreschi antichi, tra cui un “Angelo annunciante”.
Il vero gioiello della chiesa è la pala d’altare del 1558, raffigurante la “Madonna col Bambino e quattro santi”, attribuita a un pittore ignoto. L’opera fu commissionata da Simone di Giovanni Gavazzeni, devoto a san Simeone, e la sua famiglia continuò a sostenere la chiesa con lasciti documentati nel 1575 e nel 1594.
Questo piccolo edificio di culto è una preziosa testimonianza della storia religiosa e artistica del territorio, testimone di secoli di fede e devozione.
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