
“Ogni scalino è un’opportunità, ma devi avere il coraggio di salirlo”
Zig Ziglar, scrittore e motivational speaker (1926-2012)
Lo Scalone dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo costituisce uno degli elementi architettonici più riconoscibili di Piazza Duomo, nel centro di Città Alta.
Con i suoi trentotto gradini, si sviluppa lungo il fronte dell’edificio e ne definisce l’accesso principale, assumendo nel tempo un valore che va oltre la funzione pratica. La sua presenza è strettamente legata alla storia culturale della città e all’attività dell’Ateneo.
L’istituzione trae origine dall’unione di due accademie cittadine: l’Accademia degli Eccitati, fondata nel 1642, e l’Accademia degli Arvali, istituita nel 1769. La fusione fu sancita il 25 dicembre 1810 da un decreto napoleonico, dando vita all’attuale Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti.
L’edificio che ospita lo scalone venne realizzato nel 1768 come portico destinato alla conservazione di lapidi gentilizie. Solo in un secondo momento, dopo interventi di adattamento conclusi nel 1818, divenne sede dell’Ateneo.
La costruzione sorge sopra il Fontanone Visconteo, una grande cisterna realizzata nel 1342, con una capacità di circa ventiduemila ettolitri, alimentata dall’acquedotto dei Vasi di Castagneta. Questa abbondante disponibilità d’acqua favorì, nei secoli, lo svolgimento del Mercato del Pesce nella piazza sovrastante.
L’assetto neoclassico dell’edificio è caratterizzato dalla loggia a tre arcate e dallo scalone monumentale che collega la piazza al piano nobile. Questo elemento architettonico riflette il ruolo pubblico e culturale dell’Ateneo, da lungo tempo impegnato nella conservazione e nello studio del patrimonio storico cittadino.
Nel 1959 l’Ateneo trasferì la propria sede in via Torquato Tasso 4; tuttavia l’antico palazzo e il suo scalone continuano a testimoniare una parte significativa della storia culturale di Bergamo.
Scopri di più da EscursioniNellaStoria
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.