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Chiesa Santa Grata "Inter Vites" (BG)

Santa Grata visse a Bergamo tra il III e il IV secolo ed è una delle figure più amate della tradizione cristiana locale. Secondo la leggenda, era figlia di Lupo, governatore romano della città, e abbracciò la fede cristiana in un’epoca di persecuzioni. Il suo gesto più noto fu la raccolta del capo decapitato di Sant’Alessandro, patrono di Bergamo, che portò a sepoltura con grande devozione. Questo atto coraggioso rafforzò la venerazione verso entrambi i santi.

A Grata sono dedicate due chiese nella Città Alta. La prima, detta Santa Grata “Inter Vites”, cioè “tra le vigne”, sorge in via Borgo Canale, fuori Porta Sant’Alessandro. Fu costruita nel XIV secolo, in epoca tardo medievale, nel luogo della sua prima sepoltura.

Le sue reliquie vi rimasero fino all’anno 1000, quando furono trasferite in una nuova chiesa all’interno delle mura antiche, la Chiesa di Santa Grata in Columnellis, situata in via Arena 26, accanto al Seminario Vescovile. Qui sono ancora oggi custodite.

Nel XVI secolo, durante i lavori per la costruzione delle Mura venete volute dalla Repubblica di Venezia, la chiesa originaria fu demolita. L’edificio attuale fu ricostruito nel corso del XVIII secolo, in piena Età moderna, secondo i canoni architettonici del barocco. È questa la struttura che possiamo ammirare oggi, con la sua facciata sobria e l’interno riccamente decorato.

Di fronte si trova lo scalone di San Gottardo, che collegava la chiesa a un monastero, soppresso nel 1798 con le riforme napoleoniche.

L’interno custodisce un ciclo di affreschi sorprendente: le “Scene di scheletri viventi” di Paolo Vincenzo Bonomini, realizzate nell’Ottocento. Gli scheletri hanno tratti realistici e raffigurano persone del borgo, incluso lo stesso autore e sua moglie.

Santa Grata è compatrona di Bergamo: una figura di fede, carità e coraggio che ancora oggi vive nella memoria della città.

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