
“Non è il tempio che santifica l’uomo, ma l’uomo che santifica il tempio.”
Talmud
Nel cuore di Città Alta, tra le strade di pietra che custodiscono secoli di storia, si trova il Tempietto di Santa Croce, uno dei più antichi edifici sacri di Bergamo. Costruito nella prima metà dell’XI secolo, rappresenta un raro esempio di architettura romanica, testimone silenzioso di un passato lontano.
La prima menzione ufficiale risale al 1133, quando il tempietto compare nei documenti come “capella episcopi”, la cappella del vescovo. La sua funzione originaria era strettamente legata alla curia: qui il vescovo teneva udienze e svolgeva funzioni ecclesiastiche di rilievo. Nonostante le modifiche avvenute nei secoli, l’edificio conserva ancora il fascino austero della sua epoca.
La struttura si distingue per la sua pianta particolare. La base quadrilobata, scandita da lesene e archetti, sostiene una parte superiore ottagonale, dove si aprono finestre rettangolari, un tempo bifore. Il tempietto è costruito in pietra arenaria bruna, materiale che gli conferisce un aspetto severo e armonioso al tempo stesso.
All’interno, lo spazio raccolto è impreziosito da affreschi di grande valore. Nei catini absidali si possono ammirare opere attribuite a Cristoforo Baschenis il Giovane, tra cui scene della Deposizione, del ritrovamento della Croce da parte di Sant’Elena e del suo arrivo a Roma con l’imperatore Costantino. La cupola ottagonale è decorata con un affresco raffigurante il Padre eterno, probabilmente opera di Francesco Coghetti, mentre nella lanterna compaiono quattro vegliardi con mitra vescovile, rappresentanti Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Gerolamo e Gregorio Magno.
Nei secoli, il tempietto ha subito diverse trasformazioni. Nel 1440, con la riorganizzazione del vescovado, parte della struttura fu interrata per permettere la costruzione di una scala d’accesso alla curia. Nel 1561, sotto il vescovo Federico Cornaro, furono avviati interventi di recupero e nel XVII secolo vennero aggiunte decorazioni alla lanterna, alla cupola e alle absidi.
Rimasto per svariato tempo nascosto tra la Basilica di Santa Maria Maggiore e i palazzi della curia, il tempietto è stato a lungo poco conosciuto anche dagli studiosi. Solo nel 1939, grazie all’architetto Luigi Angelini, vennero avviati i primi restauri significativi. Un ulteriore recupero è stato realizzato nel XXI secolo su iniziativa del vescovo Roberto Amadei, con l’intervento dell’architetto Pino Calzana, che ha riportato alla luce la parte inferiore della chiesa e ha permesso di riscoprirne aspetti architettonici finora ignorati.
Oggi il Tempietto di Santa Croce è un piccolo capolavoro nascosto nel cuore di Bergamo. La sua storia, incisa nella pietra e nei suoi affreschi, continua a raccontare il passato, invitando i visitatori a lasciarsi affascinare dal mistero del tempo.
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