
“Nei borghi antichi il tempo cammina più lentamente, e con esso il cuore.”
Tonino Guerra
San Pietro d’Orzio è una frazione di San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo, le cui radici affondano nel Medioevo: la prima menzione ufficiale risale al 1269, quando viene citato come comune autonomo.
All’epoca, la sua comunità era organizzata secondo un sistema di autogoverno che si consolidò sotto la Repubblica di Venezia, con un console e cinque sindaci a rappresentare le contrade.
Questo assetto rifletteva l’importanza del borgo, che, alla fine del Cinquecento, disponeva di boschi e pascoli utili al sostentamento e al pagamento delle imposte. Una miniera d’argento, poco redditizia, contribuiva marginalmente all’economia locale.
Nel 1596, San Pietro d’Orzio contava 316 abitanti. La popolazione crebbe gradualmente, arrivando a 489 alla fine del Settecento. I cambiamenti introdotti dal dominio napoleonico trasformarono profondamente l’assetto amministrativo: nel 1810, la frazione fu annessa a San Giovanni Bianco. Nonostante questo, nel corso dell’Ottocento riuscì a mantenere una sua identità, con una popolazione fluttuante tra i 401 e i 502 abitanti.
Con l’Unità d’Italia, nel 1861, San Pietro d’Orzio conobbe un nuovo slancio demografico: nel 1921 si contarono 642 residenti. Tuttavia, nel 1928 perse definitivamente la propria autonomia, venendo inglobato nel comune di San Giovanni Bianco.
Il cuore spirituale del borgo è la Chiesa di San Pietro Apostolo, edificata tra il 1899 e il 1905 in sostituzione di un edificio più antico. L’esterno, sobrio e lineare, riflette il carattere della comunità. Il campanile venne innalzato nel 1911, mentre nel 1927 furono aggiunti due portici, ricollocando i portali secenteschi in pietra provenienti dalla vecchia chiesa. All’interno si conservano preziose opere d’arte di Previtali, Ceresa e Barbelli.
Oggi San Pietro d’Orzio è un piccolo borgo dal fascino discreto, custode silenzioso di una storia secolare fatta di resilienza e tradizione.
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