
“Ogni pietra di una chiesa è una preghiera scolpita”
Victor Hugo
Nel cuore di San Paolo d’Argon, lungo via del Convento, sorge la Chiesa della Conversione di San Paolo, uno dei luoghi più rappresentativi della fede e dell’arte barocca nella bergamasca. Le sue origini risalgono al 1079, quando fu edificata accanto a un convento benedettino. In quel tempo, la vita religiosa seguiva la regola di San Benedetto, e l’intero complesso divenne un centro spirituale e culturale di rilievo per la zona.
Nel 1684, la chiesa fu completamente ricostruita in stile barocco, come si può ancora ammirare oggi. L’interno è dominato da una ricca decorazione pittorica: le volte e le pareti narrano le storie di San Paolo, di San Benedetto e di altre figure fondamentali del cristianesimo, grazie all’opera del pittore Giulio Quaglio.
A questi affreschi si aggiungono nel tempo i contributi di importanti artisti del Settecento, tra cui Giovan Battista Caniana, Francesco Barbieri, Antonio Balestra, Gregorio Lazzarini, Sebastiano Ricci, Paolo De Matteis e Giuseppe Maria Crespi.
Tra le opere più significative spiccano la rappresentazione del Credo attribuito a Sant’Ambrogio e le scene della vita di San Paolo, il cui momento chiave – la conversione sulla via di Damasco – dà il nome alla chiesa stessa.
Anche la figura di San Benedetto, padre del monachesimo occidentale, è centrale nella decorazione, a testimonianza dell’origine benedettina del luogo.
Sette altari, realizzati in marmo secondo la tradizione della scuola bresciana, impreziosiscono l’interno. La sagrestia, finemente arredata, è un ambiente di grande pregio. All’esterno, la facciata in marmo della Val Cavallina è decorata con statue, cherubini e la spada di San Paolo, simbolo dell’antico monastero.
Oggi la chiesa resta un luogo vivo, custode di spiritualità e arte, e uno dei migliori esempi di barocco sacro in terra bergamasca.
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