
“Le chiese non sono fatte di pietre, ma di cuori che credono.”
Victor Hugo
La Chiesa di San Giorgio in Lemine, ad Almenno San Salvatore, è un gioiello del romanico lombardo, costruito intorno alla metà del XII secolo. Oggi si trova isolata nella campagna, ma un tempo faceva parte di un borgo medievale, distrutto nel 1443 dalla Repubblica Veneta.
La sua edificazione si colloca nello stesso periodo della ricostruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo, con cui condivide materiali e tecniche costruttive. La chiesa ha una pianta basilicale a tre navate, sobria ed elegante.
La costruzione avvenne in due fasi: la prima con pietra arenaria di alta qualità, la seconda, terminata a fine XII secolo, con materiali più semplici come ciottoli e calcare. Una fascia muraria di colore diverso testimonia queste variazioni, forse dovute alle difficoltà economiche causate dalla scomunica del vescovo Gerardo nel 1167, in seguito al suo sostegno a Federico Barbarossa.
Nel 1630, durante la peste, la chiesa divenne un luogo di sepoltura, guadagnandosi il nome di “Chiesa dei Morti”.
Ma la sua storia è ancora più antica: l’intera area di Lemine, che comprende anche la vicina chiesa di San Tomè, era in epoca romana dedicata al culto del Dio Silvano. La costruzione della chiesa potrebbe quindi essere stata un tentativo di cristianizzare un luogo pagano.
Il vero tesoro di San Giorgio è la sua decorazione pittorica. Le navate laterali e i pilastri ospitano affreschi votivi dedicati alla Vergine e ai santi locali. Nella navata centrale si trova invece un prezioso ciclo della Vita di Cristo, il più antico della Bergamasca. Gli affreschi, risalenti tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento, furono realizzati da artisti anonimi, probabilmente influenzati dalle scuole romana, assisiate e lombarda.
Nel corso del Novecento la chiesa subì periodi di degrado, ma dagli anni ’50 fu riscoperta e valorizzata. Oggi è considerata uno dei più importanti esempi di architettura romanica della provincia di Bergamo.
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