
“Il coraggio di San Sebastiano è l’eroismo di chi non cede mai.”
Sant’Agostino, teologo, filosofo, vescovo (354 d.C.-430 d.C.)
In Bergamo Alta, all’incrocio tra via San Sebastiano e via Fontana, si trova la Scaletta di San Sebastiano, passaggio pedonale di settantaquattro gradini.
Realizzata in epoca recente, consente di evitare i tornanti della strada e offre un collegamento diretto verso la chiesa omonima.
Questo percorso si inserisce nella rete di scalette cittadine che mettono in comunicazione la Città Bassa, la Città Alta e le colline circostanti, testimoniando antiche modalità di spostamento a piedi.
La chiesa di San Sebastiano appartiene alla storia dell’età moderna. Nel 1503 il Comune di Bergamo destinò un ducato d’oro alla sua costruzione nella contrada detta “Botta”.
Nel 1540 nei pressi dell’edificio fu istituita la scuola dei Disciplini di San Sebastiano, confraternita laicale dedita alla preghiera e alla carità. Nel 1575 l’oratorio ricevette la visita pastorale di San Carlo Borromeo. Una relazione del cancelliere Giovanni Giacomo Marenzi del 1666 lo descrive come piccolo oratorio compreso nella parrocchia di Santa Grata.
Nei secoli successivi l’edificio subì restauri e modifiche senza perdere la funzione di luogo di culto. Anche in età contemporanea furono necessari interventi di manutenzione; nel XXI secolo si procedette al rifacimento del pavimento e al consolidamento delle strutture esterne.
Il nome “Botta di San Sebastiano” deriva dal termine dialettale “botta”, che indica una collina o uno sperone roccioso, richiamando la posizione della chiesa ai piedi di un’altura dominante la conca di Astino, storicamente legata al vicino monastero vallombrosano. La scaletta ne costituisce oggi l’accesso più immediato e lineare per chi sale a piedi.
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