
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare.”
Primo Levi, chimico e scrittore, deportato ad Auschwitz (1919-1987)
Nei pressi della chiesa di Pianca, frazione di San Giovanni Bianco (BG) in Val Brembana, si trova il sentiero partigiano “Paganoni-Vitali”, contrassegnato dal numero 131. Questo percorso ricorda una delle vicende più drammatiche della guerra di Liberazione.
Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1943 una squadra nazifascista costrinse il parroco del paese, minacciandolo con le armi, a condurli al rifugio dei partigiani di Cantiglio. Qui i combattenti furono sorpresi e uccisi. Il sentiero ripercorre quel tragico itinerario, trasformandolo oggi in luogo della memoria.
Anche il centro della contrada conserva segni della Resistenza. Su una casa abbandonata sono ancora visibili due scritte sbiadite: “Via Cacciatori delle Alpi” e “Via Gar(ibaldi)”. Non erano denominazioni ufficiali, ma omaggi spontanei ai gruppi partigiani che operavano nella valle.
La Val Brembana, insieme alle valli di Taleggio e Serina, ebbe infatti un ruolo decisivo nella Resistenza lombarda. Già prima dell’8 settembre 1943 molte famiglie milanesi vi trovarono rifugio.
Dopo l’armistizio, le sue montagne divennero centro di organizzazione partigiana. I vecchi sentieri utilizzati da contadini e boscaioli furono impiegati per collegamenti rapidi tra le bande, mentre la vicinanza con la Svizzera offrì vie di fuga a renitenti ed ex prigionieri. Questa funzione strategica rese la valle oggetto di ripetuti rastrellamenti.
Nella zona operarono l’86ª Brigata Garibaldi “Issel”, la Brigata Giustizia e Libertà “Cacciatori delle Alpi”, la “XXIV Maggio”, le Fiamme Verdi “Valbrembo” e i Gruppi di Azione Patriottica. Molti di questi uomini caddero a Cantiglio. Alla fine della guerra furono riconosciuti 821 partigiani e 650 benemeriti, mentre i caduti ammontarono a 111, oltre a 27 morti in altre province o all’estero.
La piazza principale di San Giovanni Bianco, dedicata ai caduti di Cantiglio, resta il segno tangibile di quel sacrificio. Oggi il ricordo invita a custodire la libertà conquistata da chi scelse di resistere.
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