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Chiesa di San Giovanni Bianco da Ponte Vecchio
Chiesa di San Giovanni Bianco da Ponte Vecchio (Via Mercatorum)

La Valle Brembana di Bergamo è una grande miniera di piccoli borghi antichi, frazioni e contrade tutte da scoprire. Poiché le informazioni disponibili scarseggiano, dalla consultazione dei “Sacri Tomi”, di mappe e di notizie varie deriva questo itinerario per un’escursione storica che parte da San Giovanni Bianco (BG) e attraversa alcune tipiche borgate di origine medioevale.

San Giovanni Bianco

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Il percorso sale lungo la Via Capretta che, come anticipa il nome, si presenta in salita, offrendo una bella visuale su San Giovanni Bianco e sulle splendide catene montuose circostanti. Il percorso riprende alcuni tratti della “Via Mercatorum” che in alcune parti è stata un po’ rimaneggiata rispetto all’originale.

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Località “Piazzo”

Superato il centro di San Giovanni Bianco si attraversa il Ponte Vecchio ex “Via Mercatorum” per passare sulla sponda orografica sinistra del Brembo e da qui verso la località “Piazzo”, dove è visibile un piccolo Oratorio, in condizioni d’abbandono.

La facciata frontale è arricchita da un supporto in muratura per una campanella (che naturalmente non c’è più), una cornice incassata sopra la porta principale, probabilmente contenente un dipinto e due finestrelle laterali.

Non sono disponibili maggiori informazioni riguardo questa struttura, che si presume sia di proprietà privata.

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La Contrada “Grabbia”

Il Borgo della “Grabbia” si trova lungo la strada che conduce a San Pietro d’Orzio. La Grabbia ha origini antiche ed è citata in un documento del XVII secolo che la indica come residenza del pittore Carlo Ceresa (1609 – 1679).

Carlo Ceresa nato a San Giovanni Bianco, sposò Caterina Zignoni, figlia di Giuseppe che discendeva da Vistallo Zignoni, capitano dell’esercito di Mantova che donò la Sacra Spina alla chiesa di San Giovanni Bianco.

Il pittore e la moglie stabilirono la propria residenza nel grande palazzo con portici presente alla “Grabbia“, su richiesta del suocero che ne era il proprietario.

La Famiglia Zignoni

Gli Zignoni erano ricchi proprietari terrieri. Vi erano due rami della famiglia a San Giovanni Bianco: il ramo della “Grabbia” dedito all’agricoltura e al commercio e quello della “Roncaglia Fuori” che avviò un’attività di lavorazione del ferro nel XV secolo.

Gli Zignoni “Mercanti di Ferrarezza” come si definivano, costruirono tre fucine sul Brembo, vicino alla chiesa parrocchiale e alla contrada dei Molini. Il ferro proveniente da diverse miniere locali, dopo essere stato purificato, veniva trasformato in verghe di varie forme e lunghezze per vari usi, ma la loro specialità era la “vergella” barra sottile destinata alla produzione di chiodi, molto richiesti all’epoca.

Dipinto Ottocentesco con le ruote dei magli delle tre fucine Zignoni
Dipinto Ottocentesco con le ruote dei magli delle tre fucine Zignoni

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Il Ceresa, dopo i primi anni di matrimonio, con l’aumentare della richiesta di opere pittoriche che gli venivano commissionate, decise di trasferirsi nella città di Bergamo, dove aprì bottega nella parrocchia di Sant’Alessandro della Croce. Qui morì nel 1679, lasciando una cospicua eredità ai figli e alla moglie, la quale gli sopravvisse solo pochi mesi.

San Pietro d’Orzio

San Pietro d’Orzio, un antico borgo della provincia di Bergamo con una lunga storia, è citato per la prima volta come comune nel 1269.

Durante l’epoca veneta, il borgo era governato da un console e cinque sindaci, rappresentanti delle contrade locali. Alla fine del Cinquecento, possedeva pascoli e boschi da cui ricavava fondi per pagare le tasse e disponeva di una miniera d’argento poco sfruttata. La popolazione contava 316 abitanti nel 1596 e 489 alla fine del Settecento.

Sotto la dominazione napoleonica, San Pietro d’Orzio subì vari cambiamenti amministrativi e nel 1810 fu aggregato a San Giovanni Bianco. La popolazione oscillava tra i 401 e i 502 abitanti durante l’Ottocento.

Con la nascita del Regno d’Italia nel 1861, la popolazione aumentò, arrivando a 642 abitanti nel 1921. Nel 1928, San Pietro d’Orzio fu definitivamente aggregato a San Giovanni Bianco, perdendo la sua autonomia.

Oggi San Pietro d’Orzio è un affascinante borgo che conserva una ricca eredità culturale.

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Altre località

Proseguendo il percorso si incontrano altri piccoli insediamenti abitativi distribuiti lungo il crinale della montagna.

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Grumo

Correva l’anno 1248, quando nel documento “Statuta Civitatis Bergomi” si richiamava per la prima volta l’esistenza di un tracciato, utilizzato anche per fini commerciali, che toccava i comuni di Alzano Superiore, Alzano Inferiore e Nembro, risalendo poi verso l’altopiano di Selvino: era la “Via Mercatorum”.

La Via Mercatorum

Come noto la “Via Mercatorum”, pur essendo nobilitata dal nome altisonante in latino, non era frutto di una progettazione strutturale, ma si era formata nel tempo da un reticolo di percorsi che potevano variare in funzione delle condizioni metereologiche, commerciali, belliche e di brigantaggio che si manifestavano sul percorso.

Le uniche condizioni prestabilite erano la partenza da Bergamo, il passaggio in Val Seriana e lo sbocco in alta Val Brembana per aprire un varco verso la Valtellina. Una parte di questo tragitto partiva da Dossena passava per le località di Bosco Fuori, Bosco Entro e Grumo per poi collegarsi a San Giovanni Bianco, Oneta e Cornello dei Tasso.

Le Caratteristiche

Perciò si spiega la presenza a Grumo di costruzioni con caratteristiche tipiche medievali, con porticati, mulattiere acciottolate e una chiesa risalente al XVI secolo. Il transito attraverso questi borghi restò operativo fino alla costruzione della “Via Priula” (1592 -1593) sotto la dominazione veneziana.

Di conseguenza la nuova strada, con peculiarità progettuali e viarie più avanzate, consentendo il passaggio di carriaggi al posto dei muli, rendeva superata e non più frequentata da grandi traffici commerciali la Via Mercatorum.

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Appena arrivati a Grumo, si è accolti da un piccolo agglomerato di case immerso nel verde. Questo borgo incantevole è un’oasi di pace e tranquillità, perfetto per chi cerca una fuga dalla frenesia della vita quotidiana.

Grumo attualmente é abitato stabilmente solo da poche famiglie. Negli ultimi anni, i proprietari hanno ristrutturato gli edifici malandati e questo processo di recupero ha, in linea di massima, rispettato l’aspetto e lo stile architettonico originario del borgo, seppur con qualche deviazione stile anni 1960.

Il cuore di Grumo è la piazzetta centrale, circondata da alcuni bei porticati in pietra e antiche logge, sopra cui domina la chiesetta del 1500. L’atmosfera che si respira qui conserva una profonda memoria storica, conferendo un carattere distintivo a questa piccola realtà montana.

Grumo è un luogo che incanta con la sua semplicità e la sua bellezza senza tempo, offrendo ai visitatori un rifugio di serenità immerso nella natura.

Direzione “Bosco”

Per raggiungere le due frazioni di “Bosco Entro e Fuori” si prosegue lungo la strada e, volendo, si entra nel bosco lungo una mulattiera selciata, un po’ malmessa, che accorcia il percorso e permette di vedere la chiesa di San Rocco “spuntare” alla sommità del crinale.

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La Chiesa di San Rocco

L’unica traccia documentata sulla “Chiesa di San Rocco” e sulle sue origini è disponibile sul portale “Chiese delle diocesi Italiane”. Il documento riferisce che verso la metà del XVII secolo, durante la visita pastorale del vescovo Barbarigo, è citata l’esistenza di un oratorio dedicato a San Rocco, nella Frazione “Bosco”.

La data di edificazione della attuale chiesa risale all’anno 1804, mentre i lavori per l’aggiunta dei porticati e altre opere di restauro sono state effettuate intorno all’anno 1880. La Chiesa é adornata da diverse opere pittoriche, tra cui la Pala d’altare con San Rocco e i Santi realizzata dal Ceresa, attualmente custodita nella Parrocchiale di San Pietro d’Orzio.

La chiesa di San Rocco a Bosco Entro presenta una pregevole architettura di stile rurale, e la costruzione su rilievo elevato offre una incantevole vista sulla valle, su Camerata Cornello e sulle catene montuose circostanti.

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Borgo di “Bosco Entro”

Bosco Entro” è posto su un rilievo a occidente con le abitazioni allineate e rivolte verso sud. Fino a pochi decenni fa il borgo era popolato ma per vari motivi oggi non lo è più. La popolazione residente è composta da poche unità.

Lasciata la strada asfaltata e la Chiesa di San Rocco, si scende lungo un sentiero a destra per arrivare a “Bosco Entro”. Le abitazioni sono disposte accostate in un lungo caseggiato e la prima che s’incontra era la vecchia casa bianca del curato, decorata con affreschi dei santi e con l’insegna dipinta “Frazione Bosco Entro”.

Una piccola mulattiera selciata divide, nel tratto iniziale, le abitazioni dalle ex stalle, che sono poste simmetricamente di fronte. La struttura delle case è quella tipica dei borghi antichi montani a carattere rurale con muri in pietra. Nella parte terminale del complesso abitativo sono stati realizzati interventi conservativi non sempre consoni alle caratteristiche tipiche del borgo.

Borgo di “Bosco Fuori”

“Bosco Fuori” si trova a poca distanza da “Bosco Entro”, basta superare un piccolo avvallamento tra i boschi e risalire la cresta prospicente. I criteri strutturali dei due centri sono sostanzialmente uguali: caseggiati con abitazioni allineate orientate verso sud, murature in pietra, mulattiera centrale selciata (non sempre) per favorire il passaggio dei traffici legati alla “Via Mercatorum”.

In questa contrada si evidenziano interventi conservativi più “pesanti” secondo lo stile anni 1960: alcune lobbie in legno sono state sostituite da terrazzini in cemento armato con ringhiere in ferro, ci sono serramenti di fattura contemporanea e via dicendo.

Al di là di queste stonature, nel complesso il borgo mantiene la sua identità originaria, anche se nella parte finale il caseggiato ben ristrutturato di recente, presumibilmente ad uso villeggiatura, dà molto l’idea del “bed & breakfast”.

Il Rientro

Per il rientro da Bosco Fuori si segue lo stesso itinerario dell’andata, passando da Bosco Entro, Grumo, San Pietro d’Orzio e infine San Giovanni Bianco.

Chi fosse interessato ad avere la Mappa in formato .gpx del percorso o volesse ricevere ulteriori informazioni, può facilmente contattarmi per e-mail

Il Tragitto

É estremamente importante ricordare che ogni escursione deve essere affrontata con un’adeguata preparazione fisica e con un’attrezzatura idonea, in base al percorso ed alle condizioni meteorologiche.

Quindi, prima della partenza leggere attentamente le indicazioni che sono riportate di seguito.

  1. Classificazione difficoltà del percorso: FACILE
  2. Attrezzatura: CALZATURE DA TREKKING o SCARPONCINI – RACCHETTE
  3. Preparazione richiesta: DISCRETA – PASSO SICURO
  4. Livello difficoltà Tecnica: 1 di 3
  5. Classificazione sentieri: SAC 1 – CAI “E”
  6. Durata prevista: h 4:00
  7. Andatura media: 3,2 km/h (con svariate fermate e 20 minuti di sosta)
  8. Lunghezza percorso: 12,8 km
  9. Abbigliamento: Stagionale, Dotazione Cambio, Protezioni Antipioggia
  10. Dati indicativi: dislivello +402 m -408 m Altitudine Max 733 m s.l.m Min 397 m s.l.m

Partenza

San Giovanni Bianco Parcheggio Piazzale Alpini, località Piazzo, località Grabbia, San Pietro d’Orzio, località Vascullera, località Zappella, Grumo. Bosco Entro, Bosco Fuori.

Rientro

Bosco Fuori, Bosco Entro, Grumo, località Zappella, località Vascullera, San Pietro d’Orzio, Località Grabbia, località Piazzo, San Giovanni Bianco

La Mappa

Mappa San Pietro d'Orzio, Grumo, Bosco Entro e Bosco Fuori
Mappa San Pietro d’Orzio, Grumo, Bosco Entro e Bosco Fuori

La Mappa Interattiva del Percorso

Conclusioni

Seguendo alcuni antichi percorsi tracciati nel XIV secolo, lungo la Via Mercatorum, si scoprono questi antichi borghi, si può comprendere la loro storia e il loro divenire oltre ad apprezzarne la naturale bellezza.

Ciao a tutti e alla prossima escursione storica!

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