
“Le strade sono i fiumi di pietra che conducono la civiltà.”
Victor Hugo (1802-1885), scrittore
La Via Porticata di Averara (BG) è uno dei tratti più caratteristici della Val Brembana e custodisce la memoria del passato mercantile del borgo. Averara si trovava infatti lungo la “Via Mercatorum”, antica strada medievale che univa la pianura bergamasca con la Valtellina, i Grigioni e i valichi alpini, diventando per secoli luogo di transito e di incontro tra mercanti italiani e stranieri.
La costruzione dei portici risale probabilmente tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, quando il borgo visse una fase di particolare vitalità. Al centro si trova un’edicola votiva del Settecento, collocata sulla parete interna, arricchita da affreschi devozionali. Sulla facciata esterna compaiono decorazioni pittoriche che, nonostante i secoli, conservano parte della loro vivacità cromatica.
Attorno ai portici si allineano case di origine medievale, testimonianza della centralità che Averara ebbe nella valle. Il borgo fu per lungo tempo capitale amministrativa della Valle Averara e ultimo insediamento prima di raggiungere i passi alpini di Verrobbio e San Marco, snodi fondamentali della “Via Mercatorum”.
Nel Medioevo qui sostavano carovane, muli e viaggiatori diretti oltre le Alpi. Gli edifici a tre piani che costeggiano la contrada Fontana si aprono con dieci arcate sostenute da robuste travi lignee, proteggendo un acciottolato che conserva ancora le corsie in pietra, dette “carriaggi”, usate per il passaggio dei carri.
La contrada era il cuore civile del borgo: vi risiedevano famiglie influenti e il vicario veneto, rappresentante del potere della Serenissima. Sugli archi sono ancora visibili stemmi gentilizi delle casate Baschenis, Bottagisi, Guerinoni, Migazi, Sonzogni e Marieni, protagoniste della vita politica e sociale della valle. Le facciate conservano pitture di santi e una lunga fascia decorativa settecentesca che accompagna l’intero percorso coperto.
Il declino della Via Porticata ebbe inizio nel XVII secolo, quando fu aperta la Via Priula, voluta dal podestà veneto Alvise Priuli per rendere più diretto il collegamento tra Bergamo e i Grigioni. Questo nuovo tracciato ridusse l’importanza commerciale di Averara, che perse progressivamente il ruolo di centro di scambi.
Nonostante ciò, la Via Porticata rimane oggi un raro esempio di architettura viaria medievale, perfettamente conservata e capace di raccontare la storia di una comunità che per secoli visse grazie al passaggio di mercanti, viaggiatori e pellegrini.
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