LA MADONNA DEI DISPERATI E LA SCALETTA DI SAN SALVATORE
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“La speranza è la cosa più difficile da perdere, perché anche nella disperazione più nera, qualcosa in noi continua a sperare.”
Haruki Murakami
La Scaletta di Via San Salvatore è uno degli angoli più suggestivi e nascosti della Città Alta di Bergamo. Questo breve passaggio, composto da soli undici gradini, collega Via Arena a Via Bortolo Belotti e, tramite altri vicoli, permette di raggiungere le Mura Venete. Nonostante la sua posizione defilata, racchiude secoli di storia, arte e devozione.
Il nome deriva dal Colle San Salvatore, uno dei rilievi più importanti della città. Dopo i gradini, la scaletta si trasforma in un viottolo stretto che conduce a una piccola piazzetta, incorniciata da edifici dal passato affascinante.
Qui si affacciano il Palazzo Secco Suardo, la sede del Museo Donizettiano e la Chiesa di San Salvatore, nota anche come “Madonna dei Disperati” o “Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù”.
La chiesa, dalle origini medievali, deve il suo nome alla devozione popolare. In passato, nelle sue vicinanze sorgeva un Monte di Pietà, un’istituzione che concedeva prestiti ai più bisognosi in cambio di pegni.
Chi si trovava in difficoltà, prima di entrare, sostava davanti alla Madonna per una preghiera, affidando a lei le proprie speranze.
Questo legame con i più poveri ha reso la chiesa un luogo di conforto spirituale per intere generazioni di bergamaschi.
Oggi, la Scaletta di Via San Salvatore conserva intatta la sua atmosfera d’altri tempi. Passeggiando tra le sue pietre consumate, si percepisce ancora l’eco di storie antiche, un intreccio di fede, arte e memoria che rende questo angolo della città un piccolo gioiello da scoprire.
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