
“L’acqua è la forza motrice di tutta la natura”
Leonardo da Vinci, pittore, ingegnere, scienziato, inventore e anatomista (1452-1519)
La Fontana del Delfino, situata in via Pignolo a Bergamo, rappresenta una delle testimonianze più significative del rinnovamento urbano promosso nel XVI secolo dalla Repubblica di Venezia, allora dominante sulla città.
La sua realizzazione è datata al 1572, come indicato nel Catalogo Generale dei Beni Culturali, e si inserisce in un più ampio programma di interventi volto a migliorare l’approvvigionamento idrico e a qualificare gli spazi pubblici.
Collocata lungo una delle direttrici storiche più rilevanti, la fontana si trova all’incrocio tra le antiche contrade di Pelabrocco e Cornasello, in un contesto che testimonia la trasformazione urbana tra tardo Medioevo e Rinascimento.
Via Pignolo conserva ancora oggi un tessuto edilizio caratterizzato da edifici storici con portali in pietra e facciate decorate, che restituiscono il profilo di una strada di rilievo nel sistema urbano cittadino.
L’impianto della fontana è costituito da una vasca ovale in pietra, impostata su uno scalino, al centro della quale si eleva una stele in marmo bianco di Zandobbio. Su di essa è collocato il gruppo scultoreo che dà nome all’opera: un delfino stilizzato, secondo la tradizione iconografica rinascimentale, cavalcato da un tritone con doppia coda, da cui sgorga l’acqua.
La stele è arricchita da mascheroni raffiguranti divinità marine, dalle cui bocche fuoriesce l’acqua. Tra gli elementi decorativi compare anche una pigna scolpita, tradizionalmente collegata al toponimo “Pignolo”, la cui origine è associata a un antico bosco di conifere.
L’acqua proviene da un sistema idrico storico legato all’approvvigionamento cittadino. La fontana rappresenta oggi anche un luogo di sosta lungo via Pignolo, mantenendo la sua funzione e il suo valore nel contesto urbano.
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