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Chiesa di San Vigilio (BG)

La chiesa di San Vigilio sorge sulla sommità del colle omonimo, uno dei punti più panoramici di Bergamo. Le sue origini risalgono al 727, quando era nota come cappella dedicata a Santa Maria Maddalena. All’epoca veniva chiamata semplicemente “Cappella”, e da questo nome derivò anche l’antico toponimo “Monte della Cappella”.

Nel corso dei secoli, la devozione si spostò su San Vigilio, vescovo di Trento martirizzato nel IV secolo, che secondo la tradizione sarebbe passato anche da Bergamo. Così, il colle e la chiesa assunsero il suo nome.

Durante l’epoca carolingia, sotto il regno di Carlo il Grosso, il culto di Maria Maddalena conobbe una forte diffusione, influenzato dalle tradizioni della Provenza. Nel XIII secolo, la chiesa fu affidata ai domenicani, mentre nel secolo successivo passò sotto gli Umiliati, ordine religioso legato alla vicina chiesa di Santa Maria del Galgario.

Nel 1575 San Carlo Borromeo visitò il luogo e lo trovò dotato di tre altari: il maggiore dedicato a San Vigilio, gli altri due a Sant’Anna e alla Madonna. Era già presente un campanile e la chiesa godeva della protezione di alcune famiglie locali.

Ulteriori visite ecclesiastiche nel 1666 e nel 1781 confermarono la sua importanza nel tessuto religioso della città. Solo nel 1861 San Vigilio fu annessa alla parrocchia urbana di Santa Grata Inter Vites. Nel Novecento fu oggetto di vari restauri; negli anni Ottanta fu realizzato un nuovo altare.

L’edificio, semplice e raccolto, presenta una facciata rivolta a ovest con portale in arenaria. Un ingresso secondario sul lato nord è sormontato da un busto del santo. L’interno, a navata unica, è suddiviso in tre sezioni ornate da lesene.

Vi si trovano opere raffiguranti San Remigio, la Pietà, la Cena di Emmaus e scene bibliche. Il presbiterio, rialzato di tre gradini, si conclude in un’abside semicircolare.

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