
“I Cappuccini erano poveri, ma ricchi del cuore degli uomini.”
Giuseppe Rota, 1741–1798 sacerdote e poeta bergamasco
A sud di San Giovanni Bianco, in Valle Brembana, si trova il Ponte dei Frati, un piccolo ma suggestivo ponte in pietra che attraversa il fiume Brembo. Il suo nome richiama la presenza di un antico convento di frati Cappuccini, costruito nel Seicento tra la Chiesa di San Rocco e l’ospedale del paese.
Il convento venne fondato nel 1640 grazie a un lascito testamentario di Giuseppe Boselli, un facoltoso mercante di guanti originario del luogo ma residente a Venezia. Egli lasciò una parte del suo patrimonio all’Ordine, con l’esplicito desiderio che si costruisse una chiesa e un convento per i frati.
L’iniziale proposta di edificare il complesso nella contrada del Piazzo fu abbandonata: i superiori dei Cappuccini scelsero invece la piana di Callagagno, sempre su terreno appartenente alla famiglia Boselli.
Per oltre un secolo e mezzo, i frati svolsero attività di assistenza spirituale e materiale alla popolazione. Ma nel 1798, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi voluta dalla Repubblica Cisalpina, il convento fu chiuso e i beni espropriati.
Il ponte, che probabilmente esisteva già prima della costruzione del convento, fu gravemente danneggiato da una piena del fiume e successivamente ricostruito. Secondo fonti storiche locali, l’attuale struttura risalirebbe a un periodo compreso tra il 1690 e il 1699.
La sua architettura, con arco a tutto sesto e impiego di pietra locale, richiama lo stile medievale, segno che in quell’area un collegamento esisteva già in epoche precedenti. Il nome “Ponte dei Frati” rimase a testimonianza del legame con il vicino convento.
Sul lato orientale del ponte si trova una piccola edicola votiva, probabilmente posta a protezione del passaggio. L’attuale aspetto dell’edicola risale all’Ottocento, ma si ritiene che ne esistesse una precedente, forse coeva al ponte originale.
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