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La Scaletta del Condannato - BG

A Bergamo Alta, tra l’ex Convento di San Francesco e la Rocca, si trova la “Scaletta del Condannato”, un passaggio legato alla storia giudiziaria della città.

Questo tratto collegava il convento, utilizzato come carcere dopo le soppressioni napoleoniche, alla Rocca, luogo destinato alle esecuzioni.

Il nome richiama il percorso compiuto dai condannati prima di raggiungere il patibolo, richiamato spesso, per valore simbolico, al Ponte dei Sospiri di Venezia.

Oggi il passaggio non è sempre aperto, ma in occasioni specifiche viene reso accessibile con visite guidate. Si trova vicino al Parco delle Rimembranze e rappresenta una testimonianza significativa della Bergamo ottocentesca.

L’ex convento, sorto nel 1290 sul colle di Sant’Eufemia, mantenne la funzione religiosa fino al 1797, quando venne soppresso. Nel 1803 fu adattato a carcere, con la costruzione di muri divisori necessari a ricavare celle e nuovi ambienti, alterando così l’impianto originario.

Durante l’occupazione austriaca, la struttura accolse detenuti politici e prostitute affette da sifilide, per le quali furono predisposti spazi a uso ospedaliero. Con l’arrivo del Piemonte nel 1859, i prigionieri politici furono liberati e gli altri detenuti trasferiti gradualmente nel carcere di Sant’Agata. L’utilizzo carcerario cessò alla fine del XIX secolo e l’edificio fu chiuso definitivamente nel 1921.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il complesso ospita oggi il Museo della Fotografia Sestini e varie attività culturali. La “Scaletta del Condannato” rimane un elemento significativo della memoria urbana, legato alle vicende più dure della storia di Bergamo Alta.

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