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Ex Monastero Benedettino di Valmarina (BG)

La Valmarina, tra i boschi delle colline di Bergamo in località Ramera, custodisce i resti di un antico convento benedettino dedicato a Santa Maria. Sorto nel XII secolo, nacque quando un gruppo di suore ricevette dal vescovo Gerardo (1153) una porzione di valle per fondarvi una chiesa dedicata alla Madonna.

La presenza di grandi massi rocciosi diede il nome alla valle: “Valmarina” deriva da “Valle” e da “Marre”, ovvero “rocce”. La località è attestata già nel 1029, all’interno della vicinia di Santa Grata “Inter Vites” di Borgo Canale.

La comunità monastica crebbe rapidamente e attorno al 1160 ottenne il titolo di abbazia. Le religiose conducevano una vita semplice, scandita dalla preghiera e dal lavoro agricolo. Il convento aveva l’aspetto di un piccolo fortilizio: spesse mura proteggevano gli edifici, la badessa risiedeva in una torre e le monache dormivano in un dormitorio comune, illuminato da strette feritoie.

Ancora oggi si conservano alcuni tratti romanici, visibili soprattutto sul lato est, dove si ammirano piccole finestre ad arco (monofore) sormontate da due aperture a forma d’occhio. Non mancarono momenti drammatici. Nel 1393 una banda armata devastò il convento: ucciso il cane da guardia e incendiato il portone, le suore furono salvate solo grazie all’intervento di milizie amiche.

Nei decenni successivi, le guerre tra fazioni portarono le ultime religiose a trasferirsi entro le mura di Bergamo, fondando la nuova abbazia di San Benedetto. L’antico convento, abbandonato, fu convertito in cascina e profondamente modificato per usi agricoli.

Nel 1977, con l’istituzione del Parco dei Colli di Bergamo, la valle tornò a nuova vita. Il complesso venne restaurato con attenzione, recuperando la sobrietà dell’architettura originaria.

Oggi l’ex convento è la sede del Parco: immerso tra boschi, prati terrazzati e antichi coltivi, continua a raccontare la storia della comunità di Valmarina e lo spirito benedettino del “Ora et labora”. Nelle vicinanze si trovano anche i resti di un antico acquedotto medievale, detto dei “Vasi”, che un tempo portava l’acqua fino alle mura della Città Alta. In questo luogo silenzioso, la memoria di Valmarina vive ancora.

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