
“Le strade del passato non sono mai morte, ma vivono in chi le percorre.”
Cassandra Clare
Nella Città Alta di Bergamo, il passato romano emerge dalle sue strade. In via Gombito, sono stati rinvenuti tratti di un antico basolato, la pavimentazione stradale tipica dell’epoca romana, risalente a circa 2000 anni fa. Per valorizzarlo e proteggerlo dall’usura, alcune sezioni sono state rimosse, documentate e trasferite in aree sicure. Un esempio è il tratto conservato presso la Rocca, collocato nel prato sotto l’ingresso terrazzato.
Anche se oggi non è più visibile in loco, via Gombito conserva la memoria del suo antico tracciato, che coincideva con il “Cardo Maximus”, l’asse principale nord-sud della Bergomum romana. Questo si incrociava con il “Decumanus Maximus”, l’attuale via Colleoni, formando il cuore della città antica.
Il basolato romano era costituito da grandi lastre di pietra, spesso calcare o trachite, posate con maestria per creare superfici resistenti e ben drenate, ideali per il transito di carri e pedoni. Su alcune pietre si notano numerazioni che, però, non risalgono all’epoca romana: furono aggiunte durante la ricollocazione per rispettare l’ordine originario delle lastre.
Un altro tratto di basolato è stato scoperto in via Porta Dipinta, suggerendo il ruolo strategico di questa strada nel collegare il centro urbano ai territori circostanti.
Probabilmente faceva parte di una rete viaria più ampia, legata a scambi commerciali o a spostamenti militari nell’antica Bergomum, che in epoca romana era un nodo importante nella regione transpadana.
Le scoperte archeologiche nella Città Alta non si limitano alle strade: resti di mura, edifici pubblici e abitazioni testimoniano la rilevanza storica di Bergamo.
È possibile che altre tracce di questa rete viaria siano ancora nascoste nel sottosuolo, pronte a rivelare nuovi dettagli sul passato romano della città.
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