
“Le montagne custodiscono i segreti dei popoli più di qualsiasi cronaca.”
Tito Livio, storico romano (59 a.C. – 17 d.C.)
Arnosto è una piccola contrada posta a 1033 metri di altitudine nel territorio di Fuipiano Imagna, in provincia di Bergamo. Il borgo conserva l’impianto di un insediamento rurale di montagna, con abitazioni disposte a schiera lungo un antico sentiero.
Le case si articolano in tre nuclei distinti: uno a sud, più semplice e rustico; uno a nord, caratterizzato da edifici meglio rifiniti; e un terzo a nord-ovest, dove si riconoscono strutture risalenti al XVI secolo, dunque all’Età moderna.
Le origini storiche di Arnosto si legano al lungo periodo in cui l’area appartenne alla Repubblica di Venezia. Dal 1428 fino alla fine del XVIII secolo, in piena Età moderna, il borgo ebbe un ruolo di frontiera lungo il confine con il Ducato di Milano.
A breve distanza dalle case correva infatti la linea di separazione tra i due Stati, segnata da cippi in pietra, alcuni dei quali ancora individuabili. La posizione favorì il controllo dei traffici commerciali che attraversavano questi valichi montani.
Nel 1756, con il Trattato di Mantova, il confine tra Venezia e Milano venne definito in modo formale e furono collocati nuovi pilastri recanti le sigle “S.M.” per il Ducato di Milano e “S.V.” per la Serenissima.
Tuttavia, già nel 1406, quindi nel tardo Medioevo, Arnosto risultava punto di riferimento in un’area di confine che coinvolgeva Capione, Grassello e i territori verso Lecco e la Val Taleggio. In questo contesto trovò sede anche una dogana veneziana, testimonianza del controllo esercitato sulle merci.
Nel 1664 fu edificata la cappella dedicata ai santi Filippo Neri e Francesco da Paola. Di piccole dimensioni, con una capienza di circa venti persone, conserva affreschi attribuiti a Francesco Quarenghi, nonno di Giacomo Quarenghi, nato a Rota Imagna nel 1744.
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