
“Le montagne custodiscono i segreti dei popoli più di qualsiasi cronaca.”
Tito Livio
Arnosto è una piccola contrada situata a 1033 metri di altitudine nel comune di Fuipiano Imagna (BG), un angolo perfetto di montagna che racconta la storia di un insediamento rurale.
Le case, disposte a schiera lungo un antico sentiero, si dividono in tre nuclei: uno a sud, più semplice e rustico, uno a nord, più curato, e uno a nord-ovest, dove sono visibili ancora oggi edifici risalenti al Cinquecento.
Il borgo ha radici storiche profonde, risalenti al periodo in cui la zona faceva parte della Repubblica di Venezia. Tra il 1428 e il XVIII secolo, Arnosto fu una delle postazioni strategiche per il controllo dei traffici commerciali lungo il confine con il Ducato di Milano. Proprio a ridosso del borgo passava il confine tra i due Stati, delimitato da cippi di pietra che, in alcuni casi, sono ancora visibili.
Nel 1756, con il Trattato di Mantova, il confine tra Venezia e Milano fu definitivamente tracciato e furono innalzati nuovi pilastri con le sigle degli Stati confinanti: “S.M.” per il Ducato di Milano e “S.V.” per la Repubblica di Venezia.
Tuttavia, già nel 1406, Arnosto rivestiva un ruolo di frontiera, poiché il confine tra Arnosto, Capione e Grassello segnava il limite con i territori di Lecco e la Val Taleggio. La posizione strategica di Arnosto attirò l’attenzione dei proprietari terrieri, facendo del borgo un centro di traffico e commercio.
Qui si trovava anche una dogana veneziana, segno della rilevanza del luogo nel controllo delle merci. Questo ruolo influenzò lo sviluppo del borgo, che si suddivise in tre nuclei distinti.
Arnosto è anche un luogo di grande valore religioso. La piccola cappella dedicata ai santi Filippo Neri e Francesco da Paola, costruita nel 1664, è un esempio del fervore religioso dell’epoca. Con una capienza di appena venti persone, la cappella è decorata con affreschi di grande pregio, tra cui un’opera di Francesco Quarenghi, il nonno di Giacomo Quarenghi, celebre architetto nato a Rota Imagna nel 1744.
Oggi, Arnosto è un borgo che conserva il fascino delle sue origini, con l’architettura rurale e la sua storia che rappresentano un patrimonio da proteggere e riscoprire. La contrada è un angolo di pace, dove il passato incontra il presente, e dove ogni pietra racconta una storia che merita di essere ascoltata.
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