
“Non è la grandezza delle mura a rendere impenetrabile una bastia, ma la determinazione di chi la abita.”
Sun Tzu – “L’arte della guerra“, generale, stratega militare e filosofo (544 a.C.- 496 a.C.)
La Scaletta del Colle della Bastia collega Via Monte Bastia, a San Vigilio di Bergamo, con la vetta del colle.
Poco nota rispetto ad altri percorsi, è un tracciato in salita che, dopo un recente restauro, ha recuperato piena fruibilità. Il nome “Bastia” richiama una fortificazione: nel Medioevo il termine indicava una struttura difensiva destinata alla protezione di un punto strategico.
Con i suoi 103 gradini, la scaletta conduce a quota 518 metri, su uno dei rilievi che fanno parte della corona collinare attorno a Bergamo Alta. Dalla sommità si apre un ampio panorama sulla Valle d’Astino e sulla Pianura Padana; nelle giornate limpide lo sguardo può spingersi fino alla linea degli Appennini.
Nel Medioevo (XIV secolo), il colle era noto come “Mons Milionus” o “Mons Milionis” e la sua posizione dominante sulle vie di accesso alla città ne fece un punto conteso. Nel 1370 fu teatro di scontri tra guelfi e ghibellini, in un contesto di conflittualità che segnò a lungo la storia cittadina. Già in questa fase il rilievo aveva dunque un riconosciuto valore strategico.
Con l’ingresso di Bergamo nella Repubblica di Venezia, nel XV secolo, l’area fu inserita in un più ampio sistema difensivo che culminò, nel XVI secolo, con la costruzione delle Mura Veneziane.
Il vicino Colle di San Vigilio, sede del castello, fu oggetto di interventi di rafforzamento. In ambito veneziano si prese in considerazione anche l’ipotesi di modificare il profilo del Colle della Bastia per evitarne l’utilizzo come postazione d’artiglieria nemica, ma il progetto non venne attuato.
In età contemporanea il colle è parte del Parco dei Colli di Bergamo e conserva memoria del suo passato militare, integrato in un contesto paesaggistico di rilievo.
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