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Chiesa di San Lorenzo (BG)

La Chiesa di San Lorenzo si trova nella Città Alta di Bergamo, in via Boccola, a breve distanza dalle mura venete erette dai veneziani tra il 1561 e il 1588. La Porta di San Lorenzo, la più piccola delle porte di accesso, prese il nome da una chiesa preesistente che fu abbattuta per far posto alle fortificazioni.

Per restituire un luogo di culto alla comunità, si decise di ricostruire l’edificio sacro poco più in alto, sul sito attuale. I lavori iniziarono nel 1561 e terminarono nel 1591 con la consacrazione ad opera del vescovo Giovanni Antonio Ragazzoni. L’impianto appartiene al periodo dell’architettura sacra rinascimentale, caratterizzata da forme sobrie e proporzioni armoniche.

La nuova chiesa sorse sopra la cisterna della Fontana del Lantro, un tempo all’aperto e in seguito inglobata in un atrio sotterraneo. La fontana, utilizzata come acquedotto medievale, perse la sua funzione e venne adibita a lavatoio pubblico tra il 1800 e il 1950, finendo poi abbandonata e usata come discarica. Solo in tempi recenti fu recuperata dal Gruppo Speleologico “Le Nottole”, restituendole un ruolo di memoria storica.

Nel corso del XVII secolo l’edificio fu ampliato con l’aggiunta delle cappelle laterali, in linea con il gusto barocco che si andava diffondendo. Accanto alla facciata, di linee semplici e severe, venne costruito un oratorio dedicato alle vittime della peste del 1630, evento che colpì duramente la città.

L’interno è a navata unica, suddivisa in quattro campate da pilastri decorati con capitelli corinzi. Essi sostengono un cornicione che raccorda il soffitto voltato. Le cappelle ospitano altari e opere d’arte di rilievo.

Tra queste spicca la tela di Francesco Zucco con il “Cristo crocifisso con Maria Maddalena, san Lorenzo, un santo e un donatore”. Nel presbiterio, più stretto rispetto all’aula, si conserva l’“Annunciazione” di Enea Salmeggia, pittore bergamasco di formazione rinascimentale.

Dietro l’altare maggiore si trova un coro ligneo con copertura a catino, ornato da decorazioni che riflettono l’evoluzione della chiesa attraverso i secoli, testimoniando il passaggio dal linguaggio rinascimentale a quello barocco.

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