“Essere coraggiosi come un tasso significa affrontare il mondo con un coraggio incrollabile.”
Anonimo

Breve storia dei Tasso
La casata dei Tasso (detti anche Tassis, Taxis, Tassi) ha avuto grande notorietà non solo grazie al famoso poeta Torquato (1544 – 1595), ma anche e soprattutto per avere implementato tra i primi un sistema moderno di corrieri postali, per il trasferimento di documenti, beni e alla fine anche uomini.
Questa attività, grazie ad una sapiente organizzazione garantiva velocità e affidabilità nella consegna della posta dapprima in Italia e successivamente nel centro Europa (1490).
Quali erano le differenze che rivoluzionarono il precedente sistema di trasmissione delle informazioni? Omodeo Tasso, trasferitosi a Venezia in cerca di fortuna, organizzò la “Compagnia dei Corrieri” per la Serenissima, inizialmente reclutando solo una trentina di corrieri scelti tra parenti e conoscenti.

La principale innovazione fu quella di studiare percorsi prestabiliti, con punti di interscambio detti “Poste” dove si sostituivano contemporaneamente i cavalli ed anche i cavalieri con altri “freschi”. Questo permise di ridurre drasticamente i tempi di consegna.
Con l’accrescersi dell’affidabilità di questo sistema, crebbe anche la popolarità dei Tasso negli ambienti nobili ed altolocati. Usufruire di un sistema rapido di circolazione delle informazioni rivestiva un’importanza strategica in ambito politico, militare e commerciale corrispondente all’Internet odierna.
Fu così che i Tasso ottennero titoli nobiliari, mai posseduti in precedenza, benemerenze e protezioni da parte di reali, imperatori ed ecclesiastici. Francesco Tasso, promotore principale del servizio postale, ottenne “giurisdizione sui propri dipendenti” e l’intero sistema postale non dipendeva più dalla varie Signorie ma era sotto protezione reale. I corrieri postali avevano l’uso in esclusiva del famoso “Corno Postale”.
I Tasso del Bretto: Guarisco “Il Rosso“
Il Capostipite della dinastia dei Tasso di Bretto fu Guarisco detto “Il Rosso”, di cui si hanno citazioni storiche a partire dall’anno 1353. Guarisco era figlio di Benedetto, detto “Ferario”, probabilmente un fabbro, che pur non essendo nobile fece fortuna.
La genealogia della famiglia Tasso è assai complessa, ma sembra ormai verificato da documenti storici che l’origine iniziale li collochi ad Almenno, “Lemine” prima di stabilirsi al Cornello. Il ramo dei Tasso di Bretto iniziò con l’acquisizione di terreni da parte del “Rosso” che di professione risultava agricoltore.
Sicuramente non raggiunsero tutti i traguardi e gli incarichi dei parenti più noti, ma in ogni caso si introdussero nel ramo dei “Corrieri della Serenissima” e nei secoli a seguire svolsero il servizio postale tra Venezia e Roma ed acquisirono il titolo di “Conti”.
L’albero Genealogico dei Tasso del Bretto

La Staffetta
Un metodo organizzativo per la trasmissione postale veloce, introdotto dai Tasso in accordo con la “Serenissima”, consisteva nella “Staffetta”. Il messaggio postale era recapitato al primo “Maestro di Posta” da cui dipendevano la Stazione postale, i postiglioni, le diligenze e i cavalli.
Il “Maestro di Posta” personalmente o tramite suo fiduciario, doveva trasmettere il messaggio entro due ore alla stazione successiva e così via fino alla consegna finale. A segnalare l’urgenza dell’invio, era consuetudine scrivere sul contenitore del messaggio la dicitura “CITO, CITO, CITO” (presto, presto, presto) e/o un ulteriore sollecito “PENA LA FORCA” di molto chiara comprensione e di sicuro stimolo.

Da Camerata a Cornello dei Tasso
Dopo aver percorso la caratteristica mulattiera selciata che collega Camerata Cornello a Cornello dei Tasso, la galleria fotografica che segue vi mostrerà la bellezza e la struttura di questa splendida contrada medievale.





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Cornello dei Tasso – Il Primo Livello riservato al Commercio
Seguendo il pendio della montagna, la progettazione del borgo si è sviluppata su tre differenti livelli. Il primo livello, il più facilmente accessibile e ampio, era dedicato alle attività commerciali, favorito dal passaggio della “Via Mercatorum”.
La strada, sufficientemente larga per permettere il transito e la sosta dei carri trainati dagli animali lungo l’intera Via Porticata, non solo offriva riparo in caso di maltempo ma facilitava anche i traffici commerciali, le contrattazioni e gli scambi.






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Cornello dei Tasso – Il Secondo Livello riservato alle residenze Nobiliari
All’uscita della Via Porticata, salendo da Oneta, si incontra a sinistra un grande arco con una scalinata che conduce al secondo livello di Cornello dei Tasso, riservato alle residenze nobiliari.
Il grande palazzo fortificato dei Tasso, situato all’ingresso di Cornello arrivando da Oneta in posizione dominante sulla vallata, era il più imponente.
Le altre residenze nobiliari, invece, erano state costruite lungo una dorsale più elevata rispetto alla Via Porticata, per garantire una maggiore riservatezza, quella che oggi chiameremmo privacy, alle nobili famiglie residenti.
Erano inoltre presenti alcuni edifici destinati alle abitazioni della servitù. Questa strada interna si collegava alla parte meridionale, dove sorgeva il Castello Tasso e più in basso nella vallata, si trovavano il mulino e il torchio, oggi ridotti a ruderi e rovine.





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Cornello dei Tasso – Il Terzo Livello Religioso – Ecclesiastico
Salendo una scaletta, si raggiunge il terzo livello, quello religioso ed ecclesiastico. La zona più alta è dominata dalla chiesa romanica dei Santi Cornelio e Cipriano, risalente al XII secolo. Al suo interno si trova un notevole ciclo di affreschi, tra cui il quattrocentesco “Miracolo di Sant’Eligio”, patrono dei maniscalchi, che offre una vivida rappresentazione dello stile di vita dell’epoca.





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Direzione Bretto Alto
Partendo da Cornello dei Tasso e passando sul retro della chiesa, si esce dalla cinta muraria che racchiude il borgo. Si prosegue quindi lungo un sentiero che attraversa i campi e si inerpica lungo il monte, fino a raggiungere l’antica mulattiera di collegamento con Bretto.







Il tratto finale é deteriorato coperto da erba incolta e recintato

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Mulattiera per Bretto: tratta finale devastata
Se le condizioni generali della mulattiera tra Cornello dei Tasso e Bretto sono accettabili, purtroppo la tratta finale presenta gravi problemi. Una volta usciti dal bosco, la mulattiera si trasforma in un percorso interpoderale, con il fondo selciato dissestato e in alcuni tratti completamente assente.
Le avverse condizioni meteorologiche hanno trasformato il fondo in un pantano e l’erba alta e incolta nasconde il passaggio. Sono state installate recinzioni per il bestiame che, in alcuni punti, incorporano il sentiero stesso, facendo sì che il passaggio dei bovini distrugga ogni traccia del percorso.
È spiacevole constatare che alcuni ritengano che i sentieri siano di loro esclusiva proprietà, posando cavi, fili e altri ostacoli che impediscono il passaggio degli escursionisti.
Purtroppo, nessuna autorità locale o forestale sembra controllare e vigilare su questo problema. La mulattiera originaria era un percorso medievale selciato, ma nella tratta finale rimangono solo poche pietre, divelte dal continuo dissesto e dalla mancata manutenzione, oltre che dal transito delle mucche.
È una situazione voluta o casuale? Non lo so e sinceramente importa poco. Ciò che conta è capire perché non si interviene per evitare la completa distruzione del tracciato.
A cosa serve mettere indicazioni a Cornello dei Tasso per invitare gli escursionisti a salire al Bretto, un luogo meritevole di visita, se poi non si garantisce il transito su quel percorso pubblicizzato?
Arrivo a Bretto Alto
Recuperata fortunosamente la strada provinciale in località “Tassi”, si arriva rapidamente alla Chiesa di San Ludovico (o San Luigi) che trovandosi a mezza strada tra il Bretto Basso e il Bretto Alto si può ammirare prima dal basso e poi dall’alto.










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Il Borgo
Bretto Alto si presenta seminascosto “di spalle” alla fine della strada d’accesso, una ripida rampa che si stacca dalla strada provinciale. Questa parte del borgo, con la costruzione d’angolo, è forse quella più rimaneggiata, con interventi “restaurativi” approssimativi probabilmente risalenti alla metà del 1900.
Un aspetto che spicca è la presenza delle “latrine da balcone”, visibili in diversi punti, con i loro lunghi e obbrobriosi tubi di scarico a vista, la cui destinazione finale rimane un mistero.
La parte più interessante del borgo si trova girando l’angolo ed entrando nella piazzetta interna, dove si erge l’ex Palazzo Tasso, recentemente restaurato, con i suoi affreschi esposti sulla facciata principale.





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L’ex Palazzo Tasso
Come riscontrato a Bretto Basso, anche nella contrada Alta gli unici edifici che sembrano aderire agli stilemi originari sono gli ex palazzi dei Tasso. A Bretto Alto, il palazzo padronale dalle linee pulite apparteneva a un altro ramo della famiglia Tasso rispetto a quello di Bretto Basso.
La facciata principale, rivolta verso la piazzetta, presenta in sequenza gli affreschi di:
- La Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Caterina d’Alessandria, protettori dei corrieri postali
- Lo stemma o arma del casato dei Tasso, sopra la porta principale
- Il Leone di San Marco della Repubblica Veneta
Sul lato opposto della piazzetta, si trova un lungo edificio che originariamente doveva essere una pertinenza del palazzo. Qui, nel nucleo centrale ricco di fiori, risiede una delle due famiglie che ancora abitano stabilmente nella contrada.
La parte interna del Borgo


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Nella parte più interna, rivolta a Sud verso la montagna, una lunga lingua di cemento conduce ad una stalla ed inizialmente, sulla destra in un piccolo slargo, un fontanile con lavatoio a due vasche dei primi anni del 1900.
Il Rientro
Da Bretto Alto si scende in direzione di Camerata Cornello seguendo la strada provinciale che scorre tra i boschi e fortunatamente era poco frequentata nel giorno e negli orari del nostro tour.






(forse ora centrale elettrica)
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Arrivati a Camerata Cornello si prosegue lungo il percorso della ciclabile Ex Ferrovia della Valle Brembana FVB fino a raggiungere il punto di partenza a San Giovanni Bianco.
Chi fosse interessato ad avere la Mappa in formato .gpx del percorso o volesse ricevere ulteriori informazioni, può facilmente contattarmi per e-mail
Il Tragitto
É estremamente importante ricordare che ogni escursione deve essere affrontata con un’adeguata preparazione fisica e con un’attrezzatura idonea, in base al percorso ed alle condizioni meteorologiche.
Quindi, prima della partenza leggere attentamente le indicazioni che sono riportate di seguito.
- Classificazione difficoltà del percorso: FACILE
- Attrezzatura: CALZATURE DA TREKKING o SCARPONCINI – RACCHETTE
- Preparazione richiesta: DISCRETA – PASSO SICURO
- Livello difficoltà Tecnica: 1 di 3
- Classificazione sentieri: SAC 1 – CAI “E”
- Durata prevista: h 3:36
- Andatura media: 3,3 km/h (con svariate fermate)
- Lunghezza percorso: 12 km
- Abbigliamento: Stagionale, Dotazione Cambio, Protezioni Antipioggia
- Dati indicativi: dislivello +330 m -340 m Altitudine Max 720 m s.l.m Min 400 m s.l.m
Partenza
San Giovanni Bianco Parcheggio Piazzale Alpini, Ciclovia FVB, Camerata Cornello, Mulattiera per Cornello dei Tasso, Cornello dei Tasso Mulattiera per Bretto, Bretto Alto
Rientro
Bretto Alto, Strada Provinciale per Camerata Cornello, Ciclovia FVB, San Giovanni Bianco
La Mappa

La Mappa Interattiva del Percorso
Schiacciando il pulsante si apre la mappa interattiva del percorso di questa escursione ed itinerario storico.
Conclusioni
Questa escursione a Bretto Alto arricchisce la visita ai borghi medievali del Bretto, residenza di un ramo della Casata dei Tasso, forse meno conosciuto, ma non per questo meno ricco di storia e di pregevoli testimonianze.
Tuttavia, sempre nella zona del Bretto resta ancora un importante particolare da scoprire. Quale sia, lo sveleremo nella prossima avventura. Restate sintonizzati e a presto!
Ciao a tutti.
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