“Vidi un castello che si ergeva alto sul colle, in rovina, ma ancora fiero e imponente, come un vecchio guerriero che non ha mai conosciuto la sconfitta.”
Charles Dickens

Della Roccaforte che si ergeva fiera nel Borgo di “Castel Liteggio” purtroppo oggi rimangono solo degli sparuti resti corrosi dal tempo e dall’incuria. E che dire del Borgo, ormai anche di quello è rimasto ben poco, se intendiamo il tessuto sociale e culturale cresciuto e tramandato negli anni da coloro che lì hanno vissuto a quelli che oggi continuano a viverci.
Ma procediamo con ordine, partendo dall’inizio.
Da Cologno al Serio alla frazione “Castel Liteggio”









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Il percorso che ci porta a Castel Liteggio si svolge in prevalenza su strada e su percorsi interpoderali. All’andata si percorre un tratto della SP 128 per cui è d’obbligo prestare la massima attenzione e camminare in banchina, ma questo è il prezzo da pagare se si vuole vedere l’accesso al Borgo, le ex servitù e avere una prospettiva a campo libero dei resti della roccaforte.
Il “Castello o Roccaforte di Liteggio”, di origine medioevale, è situato nell’omonima frazione di Cologno al Serio (BG). Fu edificato nel XV secolo dai Visconti in una posizione strategica, vicino al “Fosso Bergamasco” che segnava il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia.
Nel corso del tempo da Castello fu tramutato in un’elegante dimora signorile. Il “Palazzo dei Visconti” divenne un complesso architettonico articolato, che inglobava la sezione più antica, il “Palazzo Vecchio” edificato tra Cinquecento e Seicento, insieme al “Palazzo Nuovo”, terminato nel corso del Settecento il tutto circondato da un ampio parco recintato.
Alla data dell’escursione (settembre 2023) la struttura, di proprietà privata, si presentava in avanzato stato di degrado ed in un pessimo stato di conservazione.
L’ex Cascina Borghetto



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L’attuale B&B che sorge prima della Roccaforte di Liteggio, era in origine un cascinale di pertinenza del Castello e costituiva uno degli agglomerati abitativi principali del Borgo.
L’ex Fortezza Viscontea: Oggi 2023 – 2024













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La Fortezza di Castel Liteggio venne edificata nel XV secolo dai Visconti di Milano, come roccaforte difensiva posizionata nella frazione Liteggio, del Comune di Cologno al Serio, in corrispondenza del confine tra il ducato di Milano e la Repubblica Veneta, tracciato dal “Fosso Bergamasco”.
Cessata l’esigenza di mantenere un avamposto difensivo nella zona, tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, il Castello venne trasformato in un’elegante dimora signorile con ampio parco, divenendo così residenza estiva di nobili famiglie.
Azzone Visconti concesse in feudo la fortezza a Guiscardo Lanzi, nativo di Cologno e possidente di gran parte di Liteggio e della Cascina Trinità.
In quel periodo Castel Liteggio era un vero e proprio borgo autonomo, per la presenza di botteghe ed abitazioni interne, per l’abbondanza d’acqua e per i casali prospicenti che garantirono la completa autonomia per secoli, almeno sino alla fine del Settecento.
Successivamente verso la fine del settecento, come segnalava lo scrittore bergamasco Giovanni Maironi da Ponte (1748 – 1833), Castel Liteggio passò amministrativamente come contrada sotto il comune di Cologno al Serio.
L’ex Fortezza Viscontea: Ieri 2017 – 2007













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Da un rapido confronto con la galleria precedente e dalle fotografie satellitari di Google Heart 2023 – 2024 si può facilmente capire quanto sia stato rapido il deterioramento strutturale dell’intero complesso, nell’arco di circa quindici anni d’abbandono. Commenti in merito? Inutile farne, è evidente che la proprietà privata ha altri piani ben differenti da un recupero storico, anzi l’azione demolitrice del tempo rimuoverebbe quei vincoli residui esistenti su questo edificio, spianando la strada a lottizzazioni più remunerative.
Storia contemporanea
Nel corso dei decenni e in tempi più recenti, la struttura viscontea venne utilizzata anche come sede di una scuola elementare, ma verso fine del secolo scorso il Borgo di Castel Liteggio andò incontro ad un fenomeno di abbandono da parte della popolazione residente e conseguente degrado.
Negli ultimi anni sono state presentate diverse proposte, da enti pubblici e privati, per il recupero della Roccaforte, tuttavia il mancato accordo fra le parti interessate non ha permesso di avviare alcun intervento di restauro.
Il Castello che un tempo si riteneva fosse una fortezza inespugnabile soccombe alla rovina.
La proprietà privata, dopo aver ripetutamente ed inutilmente tentato la vendita all’asta finalizzata a destinare l’immobile come struttura ricettiva, miniappartamenti, Relais non ha dimostrato alcuna intenzione di fermare o contenere il progredire sempre più rapido del degrado strutturale.
Del Borgo di Castel Liteggio e dei suoi abitanti, che ne erano memoria storica e culturale, rimane poco o niente. Le tre cascine, che costituivano la spina dorsale del borgo, hanno cambiato completamente identità.
Borghetto, dopo il restauro, è diventata un B&B, Liteggio è stata ricostruita per ospitare miniappartamenti e un Relais, mentre poco rimane della cascina di Via Fattoria, collassata su se stessa nel 2011 e successivamente completamente demolita.
L’ex Cascina di Via “Fattoria” e la Chiesina di fronte al Castello






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Nella foto del 2017 è ancora visibile la “Cascina di via Fattoria”, adiacente alla piccola chiesa e all’abitazione che si trovano di fronte al Castello di Liteggio. Recentemente per problemi di sicurezza questa cascina, che si affacciava direttamente sulla SP 128 è stata completamente demolita come si può vedere dalle altre fotografie.
L’abitazione e la piccola chiesa privata con torre sono stati messi in vendita all’asta e a quanto si legge dai quotidiani locali, pare siano state acquistate da un privato (gallerista di Cologno al Serio) che intende restaurare la struttura ad uso abitativo e per creare un’esposizione di opere d’arte.
L’ex Cascina “Liteggio”


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Questo grande ex Cascinale è stato riconvertito ad uso ricettivo e turistico e con lui scompare il terzo e ultimo grande conglomerato abitativo che costituiva il nucleo dell’antico Borgo di Castel Liteggio.
Quale futuro per Castel Liteggio?
Il Castello, la piccola Chiesina prospiciente, i grandi casali circostanti con botteghe ed abitazioni, facevano di Liteggio un vero e proprio borgo. Oggi il “Borgo di Liteggio” inteso come insieme abitativo stanziale e culturale non esiste più: i casali restaurati in anni recenti si sono trasformati in Relais, B&B, mini appartamenti ed anche i progetti di recupero che si protraggono da anni puntano tutti in questa direzione.
Forse sarebbe meglio pensare solo ad un intervento conservativo, lasciando quanto rimasto così com’è, facendone un punto d’interesse storico culturale che stimoli l’afflusso turistico attraverso idonee iniziative e preservi la memoria dei luoghi, che hanno un ricco patrimonio storico da condividere.
Ma poiché “Pecunia non olet” = “Il denaro non puzza, non ha odore” e più ce n’é meglio é, questa aspettativa molto difficilmente potrà mai avverarsi in un prossimo futuro.
Il Confine del “Fosso Bergamasco” Anno 1267




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Proseguendo lungo la Via Riserva, costeggiamo i muri perimetrali del Parco del Castello sul lato sinistro, mentre sul lato destro della strada, seminascosto dalla vegetazione si trova il “Fosso Bergamasco”.
Lungo trentacinque chilometri, largo cinque e profondo altrettanti: non era sicuramente un piccolo fosso di campagna, ma piuttosto costituiva una vera e propria barriera difensiva, dal Medioevo fino al termine dell’età moderna quando fu abbandonato all’inizio dell’Ottocento.
La costruzione del fosso iniziò tra il XIII e il XIV secolo, sfruttando un antico canale romano preesistente, in gran parte interrato, conosciuto come “Circa di Cortenuova”. La realizzazione del “Fosso bergamasco” nella sua completezza partì dal 1267, in base ad un accordo tra i Comuni di Bergamo e Cremona, con lo scopo di tracciare con precisione i rispettivi confini, spesso resi incerti da eventi atmosferici e dalle nebbie della bassa pianura.
L’assenza di precisi confini consentiva a banditi e contrabbandieri di sfuggire ai rigori della legge. Questa opera acquisì importanza definitiva dopo la Pace di Lodi del 1454, quando con il nome ufficiale di “Fossatum Bergamascum” divenne a tutti gli effetti la linea di confine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

Dal 1428, anno della prima pace tra Venezia e Milano, al 1796 il rispetto dei confini era costantemente verificato tramite ispezioni periodiche attuate da ambo le parti: lungo il percorso sono tutt’oggi visibili le torri di avvistamento, castelli e posti di guardia nei punti di transito. Un decreto del governo veneto del 1723 rese obbligatori controlli periodici. Venivano ispezionati passanti, merci di passaggio e, soprattutto, si combatteva il contrabbando.
Nel 1570 vennero posati di due cippi di pietra, uno presso l’Oglio vicino al lavello di Calcio e l’altro sulla sponda sinistra dell’Adda, a rafforzare la segnalazione dei confini. Tra il 1754 e il 1756 ne furono posizionati altri. Nel 1801, con l’aggregazione delle due aree della Bassa Bergamasca a sud del suo corso (la Calciana e la Geradadda) al Dipartimento del Serio, il Fosso esaurì il suo compito.
Ai tempi del Fosso Bergamasco, la frase dialettale “Saltà ol foss” cioè “Saltare il fosso” significava trasferirsi in un’altra unità amministrativa o politica, quindi cambiare vita. Questo valeva anche per i numerosi malviventi che, ricercati nell’uno o nell’altro Stato, stazionavano nella zona di confine praticando il brigantaggio, pronti a saltare il fosso per garantirsi l’impunità. Per questo motivo le rive del fosso erano costellate da croci di legno, per intimidire (con scarsi risultati) chi voleva varcare il confine con intenzioni criminose.
Direzione Cologno Al Serio













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“Cologno al Serio” è un borgo murato che conserva intatta la sua struttura medievale, rendendolo unico. Il nome “Cologno” deriva dall’epoca romana e indicava un insediamento di coloni. Nel medioevo, la zona comprendeva altri insediamenti: Magiano, Antiniano, Sauniano, Cadenne Superiore, Cadenne Inferiore e Liteggio.
Tra il IX e il X secolo, Cologno fu fortificato con fossato e terrapieno, e vi fu costruito un castello sul sito dell’attuale parrocchiale. Queste difese attrassero gli abitanti dei villaggi vicini, che si spopolarono. Rimangono oggi solo gli antichi oratori nelle campagne.
Nel XIII secolo, nuovi quartieri sorsero fuori dalle mura e verso la fine del secolo furono inclusi in una cerchia di fortificazioni lunga quasi due chilometri, con doppio fossato e quattro porte. In questa fase fu costruita la rocca semicircolare e l’antico castello fu demolito per fare spazio alla chiesa di Santa Maria.













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La “Chiesa del Campino” e il “laghetto del Guado”









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Sulla strada del ritorno incontriamo la caratteristica “Chiesetta del Campino” dedicata ai morti della Peste del 1660, nelle cui vicinanze c’era anche il cimitero e proseguendo verso il Parco del Serio, il “Laghetto del Guado”.



















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Il Rientro
Il rientro al punto di partenza, dal centro di Cologno al Serio, si svolge su tracciato misto, strada, sentieri interpoderali e nel Parco del Serio. Ricordate di verificare sempre il percorso prima di partire, perché potrebbero essere intervenute modifiche rispetto alla condizioni in cui questa escursione è stata fatta.

Chi fosse interessato ad avere la Mappa in formato .gpx del percorso o volesse ricevere ulteriori informazioni, può facilmente contattarmi per e-mail
Il Tragitto
É estremamente importante ricordare che ogni escursione deve essere affrontata con un’adeguata preparazione fisica e con un’attrezzatura idonea, in base al percorso ed alle condizioni meteorologiche.
Quindi, prima della partenza leggere attentamente le indicazioni che sono riportate di seguito.
- Classificazione difficoltà del percorso: FACILE
- Attrezzatura: CALZATURE DA TREKKING
- Preparazione richiesta: BUONA – PASSO SICURO
- Livello difficoltà Tecnica: 1 di 3
- Classificazione sentieri: SAC 1 – CAI “E”
- Durata prevista: h 5:00 compresa sosta 20 minuti
- Andatura media: 4,4 km/h (con svariate fermate)
- Lunghezza percorso: 22,5 km
- Abbigliamento: Stagionale, Dotazione Cambio, Protezioni Antipioggia
- Dati indicativi: dislivello +29 m -33 m Altitudine Max 158 m s.l.m Min 138 m s.l.m
Partenza
Cologno al Serio area produttiva Parcheggio ???? in Via Valle d’Aosta, Viale Padania, Via XXIV Maggio, Via Alberto da Giussano, Via Milano SP128 (attenzione camminare in banchina), Castel Liteggio, Via Riserva, Via Vittorio Veneto, Piazza Giuseppe Garibaldi, Via Monsignor Drago, Via Rocca, Rocca di Cologno al Serio.
Rientro
Rocca di Cologno al Serio, Via San Martino – Porta Gnano, Via Antonio Locatelli, Via Lodovico Ariosto – Fornasette, Via Monte Rosa, Strada delle Gambe, Chiesa del Campino, Laghetto del Guado, Parco del Serio, Via Crema, Via Padania, Parcheggio ???? Via Valle d’Aosta .
La Mappa Interattiva del Percorso
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